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martedì 12 febbraio 2013

Quel pizzico di follia che colora la vita...














































Con un pò di ironia e la complicità di Milo Manara, mi maschero idealmente nei "panni" di una sexy foodblogger e rilascio ad amiche e ad amici della rete la ricetta delle golose Castagnole, ultima possibilità da mettere in gioco prima della quaresima per chiudere in bellezza il giorno di martedì grasso.



Le Castagnole

Originarie dell’Emilia Romagna, le Castagnole (note anche con il termine di Favette) insieme alle Chiacchiere sono tra i mitici dolci fritti tipici del Carnevale che trovano infinite declinazioni in molte zone d'Italia. Poi, si sà, non tutte le ricette sono uguali. Addirittura si modificano e si perfezionano di casa in casa grazie all'apporto di un piccolo "quid" che può fare la differenza ma che in tutti i casi soddisfa sicuramente il gusto personale. Morbide e profumate nell'aspetto, sono semplici da preparare e golosamente divertenti. 

Provate per credete!
 









































Gli ingredienti:

450 g di farina
100 g di zucchero
50 g di strutto
1 bustina di lievito in polvere
Liquore Sassolino
Vino bianco secco
1 bustina di vanillina
2 uova
Una presa di sale
Zucchero vanigliato (per spolverizzare prima di servire)




La preparazione:

Collocare sulla spianatoia la farina, lo zucchero, la presa di sale, le uova, lo strutto ammorbidito e spezzettato, tre cucchiai di Sassolino. Ammalgamare gli ingredienti, impastandoli con il vino bianco, fino ad ottenere una pasta di consistenza né troppo dura né troppo molle. Lavoratela rapidamente con le mani, poi tagliatene un pezzetto alla volta che arrotolerete fino ad ottenere un cilindretto della grossezza di un dito pollice che ridurrete a cubetti della dimensione di due centimetri. Ora, cercate di dare ai cubetti una forma sferica e tuffate in abbondante olio misto a strutto. Friggete accuratamente, pescandole quando vengono a galla e sono appena rosate. Far sgocciolare per bene dall'unto in eccesso utilizzando della comune carta da cucina e dopo qualche minuto spolverizzare con zucchero vanigliato.
 

Ringrazio pubblicamente, per la cortese collaborazione, Pici e Castagne autrice sia della foto a corredo sia di un interessante post (sempre con le Castagnole) che invito a leggere.





giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: "Le Chiacchiere"



Questo post vuole essere un piccolo contributo alla straordinaria iniziativa Liberiamo una Ricetta
 

























Il carnevale come festa che nasce dalla tradizione contadina, rito di buon auspicio per il passaggio a una stagione feconda dopo il lungo inverno. Dolci fritti come cibo di allegria e di trasgressione che si apparentano in giro per l'Italia sotto vari nomi: Intrigoni, Frappe, Chiacchiere, Galani, Cenci, Grostoli...








































Ingredienti
 
Cinque etti di farina, tre uova intere + un tuorlo, settanta grammi di zucchero, cinquanta grammi di burro, un bicchierino di anisetta o di grappa, un pizzico di bicarbonato, un pizzico di sale, olio per friggere, zucchero a velo per decorare.



Preparazione

 
Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il burro, l'anisetta, un pizzico di bicarbonato e sale ...fino a formare una pasta liscia, omogenea e abbastanza soda che lascerete riposare in luogo fresco per trenta minuti prima della fase successiva. Tirarla abbastanza sottile con il mattarello (la canèla in dialetto guastallese), e con la rotella dentata tagliare dei rettangoli larghi tre o quattro dita e lunghi cinque o sei. All'interno di ogni rettangolo praticare, sempre con la rotella, dei solchi o tagli per il lungo. Intrecciate con le dita le varie listarelle interne, formando una specie di intreccio. A questo punto tuffare "le Chiacchiere" in padella e friggere come tradizione vuole nello strutto bollente, in alternativa in olio di semi di arachide. Appena sono dorate si estraggono e si pongono su carta gialla (o comunque, assorbente) a sgocciolare dell'unto in eccesso 

...poi si spolverizzano con lo zucchero a velo, e si salvi chi può!




















"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".