mercoledì 23 marzo 2011

Invito a Scuola





Un nuovo visual, complementare al titolo, ricorda al pubblico l'appuntamento con la  seconda serata degli Incontri Formativi per Genitori organizzati dalla Scuola dell'Infanzia del Bambino Gesù di Pieve di Guastalla.

Anche il secondo tema della comunicazione, progettata dal Nat'Design studio, è improntato al messaggio che non passa inosservato e... va subito a segno.


 

domenica 13 marzo 2011

PRIMO SANGUE. Un libro scomodo


 
Una grande opportunità, quella offerta sabato 12 marzo, nella Biblioteca Civica di Reggiolo, dalla presentazione del libro di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti: PRIMO SANGUE.

Ho visto giovani determinati a riappropriarsi del proprio futuro, difendendo i valori ereditati dal passato. Motivati a estirpare il male a qualunque costo, rafforzati dalla lucida determinazione di difendere il bene comune, la libertà, la giustizia.



Io sono stata costretta a vivere senza mio padre, ma posso andare fiera del suo nome e del suo esempio. 

Io ho avuto dignità, libertà, onore. Basta un niente per perderli.
                    
                                                                      Rosanna Scopelliti





Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti veniva ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxiprocesso di Palermo, apriva di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino. Iniziava così una collaborazione inedita e pericolosissima tra mafia e ’ndrangheta, senza l’assenso della quale non sarebbe stato possibile giustiziare un magistrato in terra calabrese. Eppure il caso fu facilmente insabbiato: i colpevoli, identificati in membri della ’ndrangheta ma, prima ancora, in Totò Riina e Nitto Santapaola quali mandanti, saranno tutti assolti dopo una lunga e dolorosa vicenda processuale. In Primo sangue Aldo Pecora riapre il caso Scopelliti, ricostruendo una vicenda che ancora costituisce una vergogna per le nostre istituzioni, e narrando non solo eventi inediti, ma una storia familiare difficilissima. Il dolore per quella morte tanto feroce porterà con gli anni Rosanna a impegnarsi attivamente, assieme allo stesso Pecora, nel contrasto civile alla ’ndrangheta con l’associazione Ammazzateci Tutti. Nel tentativo, ancora oggi in atto, di fare giustizia anche per la memoria di Antonino Scopelliti.
Delitto Scopelliti: l’omicidio, ancora oggi senza colpevoli, del giudice che non volle trattare.
Il patto segreto tra ’ndrangheta e Cosa Nostra che aprì la stagione delle stragi. Interviste esclusive a Salvatore Boemi e Nicola Gratteri.


























Aldo Pecora
PRIMO SANGUE


BUR rizzoli

10,50 euro
 
Prima edizione: 2010


ISBN: 17043892
 



A chi si indigna.
A chi ancora crede che vivere onestamente sia utile.






Ma dove sta la verità? E' come una rocca
situata in cima a un monte e l'uomo non ha ali
per raggiungerla. Egli non può che aprirsi
la strada a fatica, su per le pareti, e spesso
si smarrisce e spesso si insanguina le mani.
Ciò che lo guida, ciò che lo conforta
e lo sorregge è la bellezza di quelle meta
che gli risplende da lontano.
 

                                      Antonino Scopelliti



L'ultima fetta




© Switch Design







































Non è insolito, alla fine di un pasto importante o in occasione di una festa di compleanno, assistere a un "vizio di forma" ricorrente: l'ultima fetta non la vuole nessuno!


Hiromi Taki e Tomonori Ohata dello studio Switch Design con geniale ironia hanno progettato la soluzione per far posto all'ultima fetta di torta, con tanto di spazio anche per la ciliegina.


I prototipi de le Glass Food Covers, sono stati realizzati a mano dall’artista del vetro Sayaka Kanazu espressamente per la mostra: Oyatsu Dougu exhibition incentrata su design, comfort food e rapporto affettivo con il cibo.


Una soluzione ECO-friendly che eviterà alla fetta di rimanere lì a seccarsi, in attesa che qualcuno la vada a cercare durante un improvviso attacco di fame golosa.

© Switch Design


sabato 5 marzo 2011

Capricci, che fare?


























































Anche questa nuova comunicazione, è stata disegnata dal Nat'Design studio per non passare inosservata.

Elaborata secondo i criteri della semplicità e della pulizia formale, la campagna ha tutti i requisiti necessari a "bucare" per attenzione.


Il visual, complementare al titolo, suggerisce al pubblico il primo di una serie di Incontri Formativi per Genitori organizzati dalla Scuola dell'Infanzia del Bambino Gesù di Pieve di Guastalla.


Un buon punto di vista stilistico nel mare magnum della comunicazione visiva. 

lunedì 28 febbraio 2011

Focaccia con gli "Spunzali"






































Attinge alla tradizione pugliese, mediata dalla manualità perfezionata negli anni dalla mia mamma Maria, la proposta di una rustica specialità di tradizione... ottima anche per un PIC-NIC


Per prima cosa preparare la pasta di pane, ovvero:


Ingredienti per l'impasto
 
- 1 kg di Farina di frumento
- Lievito madre (in alternativa 10 g di lievito di birra)
- 1 patata lessata
- Acqua tiepida
- 1 cucchiaio da cucina (raso) di Sale grosso da scioglire in acqua





























Nell'attesa, preparare la farcia.

Ingredienti per la farcitura
 
- 1 kg e 1/2 di "Spunzali"
- Qualche filetto di Alici sottolio
- Una manciata di pomodorini
- Olive Nere dolci
- Pepe
- Olio Extra Vergine di Oliva

















Preparazione

Impastare la farina con lievito madre, acqua tiepida salata e l'aggiunta di una patata lessata e schiacciata con la forchetta, fino ad ottenere un impasto morbido e uniforme. Lasciare lievitare l'impasto in una ciotola capiente, riponendola in un luogo tiepido e al riparo da correnti d'aria, fino al raddoppio del volume iniziale (un paio di ore circa).





































Nell'attesa pulire gli "spunzali" e dopo averli ridotti a rondelle, rosolate in padella con olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale, la manciata di pomodorini tagliati a dadini, e una generosa macinata di pepe nero.




















Terminata la cottura, lasciare raffreddare.




































Con poco più della metà dell'impasto ottenuto, prima foderate una teglia da forno unta di olio, poi farcite con gli "spunzali" preparati precedentemente e punteggiate con olive nere snocciolate e alici spezzettate, prima di ricoprite accuratamente il tutto con la pasta restante e sigillare il bordo. In questa operazione di rimbocco del bordo è consigliabile avvalersi dell'ausilio di una forchetta  operando con movimento dal basso verso l'alto sulle estremità dei due livelli di pasta. Una difficoltà operativa, si presenta nello stendere l'impasto particolarmente morbido. E' consigliabile pertanto lavorare con le mani bagnate o unte d'olio. Ungere la superfice con olio extra vergine di oliva, pepare generosamente e praticare qualche punzecchiatura in punta di forchetta. 













































Lasciare riposare nella teglia ancora per trenta minuti prima di infornare a 180°/200° (a forno caldo, ovviamente) fino a quando la vostra focaccia non assumerà una invitante e dorata colorazione superficiale (30 minuti circa).
L'antica regola, esigeva una cottura effettuata nei tradizionali forni a legna, ma si sà... ai nostri giorni non si può pretendere l'impossibile!


Buon appetito!






























Piccole note di tipicità

La focaccia con gli "Spunzali" è tradizionalmente preparata utilizzando farina di frumento ottenuta dalle spighe di grano tenero coltivate in tutta la Puglia, di cui, in particolare nel territorio di Bari si hanno riferimenti testimoniali già dal cinquecento.


Con la denominazione dialettale "spunzale" (scalogno fresco che si ottiene piantando nel terreno cipolle germogliate) si intende la pianta erbacea delle Alliaceae, molto simile al porro, originaria delle regioni mediterranee. Coltivato anche dagli antichi Egizi, fu introdotto nella Magna Grecia intorno al VIII secolo a.C., periodo risalente alla prima colonizzazione greca. Molto utilizzato nella cucina povera contadina, ancora oggi lo si ritrova nei piatti della gastronomia tipica pugliese come uno degli ingredienti più usati per esaltare il sapore delle pietanze con il suo gusto forte e particolare.

about food



martedì 15 febbraio 2011

Tarallini all'aroma di finocchietto selvatico

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Uno spettacolo per gli occhi la preparazione dei tarallini secondo la ricetta di Zia Lina












































Le foto documentano i passaggi salienti della lavorazione: Zia Lina all'opera, con la straordinaria manualità appresa e perfezionata col tempo, intenta a realizzare quei piccoli invitanti "gioielli gastronomici" della tradizione pugliese. I semi di finocchietto selvatico da lei utilizzati, sono quelli raccolti personalmente nelle passeggiate in campagna del mese di agosto e sprigionano tutti i sentori dell'estate e del sole. In questa specifica preparazione la cottura è stata effettuata, come da tradizione perpetuata di generazione in generazione, in un antico forno alimentato con legna di quercia.


































Ingredienti:

1 Kg di Farina 00
200 g di Olio Extra Vergine di Oliva
1 cucchiaio di sale grosso
1 manciata di Semi di Finocchietto selvatico




Preparazione:
 
Impastare la farina con l'olio extravergine di oliva fino al suo completo assorbimento. Sciogliere il sale in poca acqua tiepida e incorporatelo all'impasto, con l'aggiunta dei semi di finocchietto selvatico, ammalgamando bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto solido ma non molto duro. Lavorare la pasta con le mani, per circa 15 minuti, per ricavarne una massa morbida e liscia. Durante la fase di formazione dei tarallini, per evitare la perdita di umidità, è consigliabile proteggere la massa di pasta con della pellicola o con un foglio di cellophane. Staccare di volta in volta tocchetti di pasta e allungarli con le mani per ottenere dei rotolini (dello spessore di un dito mignolo) da spezzare ogni cinque centimetri e da chiudere ad anello con una leggera pressione sulle estremità. Disporre i tarallini su un canovaccio in attesa della seconda fase di lavorazione. Ora, prendete una pentola e portate a ebollizione tre litri di acqua non salata. Raggiunto il bollore, tuffate un paio di manciate di tarallini per volta e appena vengono a galla, estraeteli con una schiumarola adagiandoli sulla spianatoia per farli raffreddare. Terminata questa operazione, poneteli uno vicino all'altro in una teglia e infornateli a 200° fino a quando non saranno dorati uniformemente (20 minuti circa). Svuotate la teglia su un canovaccio per far raffreddare e proseguite con le altre infornate.
































Ammirate ora i vostri piccoli capolavori e se ci riuscite, girateci alla larga perchè... uno tira l'altro.




































Buon gusto a tutti!



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mercoledì 19 gennaio 2011

Il valore dei numeri




001 002 003 004 005 006 007 008 009 010
011 012 013 014 015 016 017 018 019 020
021 022 023 024 025 026 027 028 029 030
031 032 033 034 035 036 037 038 039 040
041 042 043 044 045 046 047 048 049 050
051 052 053 054 055 056 057 058 059 060
061 062 063 064 065 066 067 068 069 070
071 072 073 074 075 076 077 078 079 080
081 082 083 084 085 086 087 088 089 090
091 092 093 094 095 096 097 098 099 100
101 102 103 104 105 106 107 108 109 110
111 112 113 114 115 116 117 118 119 120
121 122 123 124 125 126 127 128 129 130
131 132 133 134 135 136 137 138 139 140
141 142 143 144 145 146 147 148 149 150
151 152 153 154 155 156 157 158 159 160
161 162 163 164 165 166 167 168 169 170
171 172 173 174 175 176 177 178 179 180
181 182 183 184 185 186 187 188 189 190
191 192 193 194 195 196 197 198 199 200
201 202 203 204 205 206 207 208 209 210
211 212 213 214 215 216 217 218 219 220
221 222 223 224 225 226 227 228 229 230
231 232 233 234 235 236 237 238 239 240
241 242 243 244 245 246 247 248 249 250
251 252 253 254 255 256 257 258 259 260
261 262 263 264 265 266 267 268 269 270
271 272 273 274 275 276 277 278 279 280
281 282 283 284 285 286 287 288 289 290
291 292 293 294 295 296 297 298 299 . . . 




































































La creatività coniugata dal valore dei numeri all'arte dello shopping intelligente.
Una campagna all'insegna della chiarezza comunicativa per un risultato di sicura efficacia.




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