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mercoledì 15 gennaio 2014

Dalla prosperità alla fame, senza circostanze attenuanti













































Terninati gli eccessi alimentari che caratterizzano abitualmente le festività natalizie e prima di proiettarci (non solo a chiacchiere) nei ritmi goliardici del carnevale, riprecipitiamo nell'ordinarietà con la lessatura della lattuga e di altri generi di verdura in foglia. 
    
Con l'approccio a una sorta di dieta medioevale, cito una antica ricetta censita da Stefano Scansani che col volume "IL MANGIARE CATTIVO" «guarda all'alimentazione dalla parte della ganascia, attraverso ottantuno mangiari dell'evo bruto».

La pratica della salàta còta (Lattuga cotta) era in uso quando questi ortaggi davano segni di sfinimento, di prossimo appassimento, e nell'orto ormai erano andati in sménsa, cioè quando avevano superato la soglia della commestibilità cruda. Spettava all'acqua bollente ridurre in una mezza poltiglia la salàta brutta di gusto e brutta alla vista. 

La lattuga cotta era una panacea per le donne in stato (interessante), perchè faceva latte. Il nome lactuca spiega tutto. In molti casi le verdure lessate venivano successivamente strizzate e lasciate passare nel burro agliato e cipollato.
 

Ne sanno qualcosa anche gli spinaci, la catalogna, le cime di luppolo i luartìss –, le erbette bianche o bietole o erbette. 

Ma qui siamo sul fine.













































 La roba:
 
Lattuga ormai morta. Acqua. Sale. Burro. Aglio o cipolla. 

Una pignatta, un tegame, una forchetta e un coltello.


La preparazione:

 
Lessate la lattuga (o altri ortaggi in foglia) buttandola nell'acqua salata in ebollizione. Testatela con la forchetta e, non appena è cotta, traetela a riva. Scolatela e strizzatela. Nel tegame soffriggere alcune tuniche di cipolla o un paio di spicchi d'aglio. 

Rimenare e rigirate.

Scrive l'autore: per sfatare alcuni luoghi comuni, si sappia che il perpetuarsi nei secoli del mangiare cattivo non corrisponde a miseria endemica e fame atavica nel senso della dannazione, ma dell'economia chiusa, sempre la stessa.


Il mangiar cattivo era connaturato a quel sistema.



















Stefano Scansani
IL MANGIARE CATTIVO
editoriale SOMETTI (1997)




Per l'ormai difficile reperibilità del volume, suggerisco di cercarlo con pazienza nei mercatini di piccolo antiquariato. 


A ben guardare, con una meticolosa ricerca la rete viene in aiuto e... chi interessato potrebbe cogliere al volo qualche interessante opportunità on line.







 

venerdì 22 novembre 2013

Le ricette di Donatella, dai piatti della tradizione alle idee per riciclare gli avanzi


Foto Fausto Franzosi
































Alla presenza di un meraviglioso pubblico particolarmente attento e curioso, nell'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di solo due settimane fa, ho piacevolmente dialogato con Donatella delle due pubblicazioni da lei dedicate ai piatti della memoria e agli avanzi come risorsa, entrambe dettate dalla sua grande passione per l'arte di cucinare... ed ecco prendere corpo anche una manifestazione di interesse della Gazzetta di Reggio. Oggi 22 novembre, a pagina quarantasei del quotidiano campeggia nella rubrica I LIBRI DELLA SETTIMANA il pezzo in cui Tiziano Soresina scrive di lei:












































... Due libri di cucina in due anni. Due pubblicazioni molto diverse, con “anime” comunque non commerciali o da fornelli molto televisivi ma poco calati nella realtà di chi lavora e torna a casa ritrovandosi delle bocche da sfamare. Donatella Boccalari, bancaria nata a Luzzara ma che ora vive con la famiglia a Roteglia, fa infatti dell’economia domestica il suo credo e ci “regala” con le sue ricette sia un tuffo nel passato (con il libro “Ti ricordi il profumo del brodo”, edito nel 2011 da Vilmy Montanari), sia un’efficace maniera per combattere gli sprechi da parte di chi ogni giorno si cimenta con padelle e grembiulino (quest’anno ha pubblicato “Avanzo a chi?”). Doveroso inquadrare bene l’autrice. Presentando le sue fatiche letterarie si rivela con efficacia. «Non sono un’esperta cuoca né uno chef. Sono una mamma e moglie _ rimarca _ che lavora fuori casa, fa la spesa troppo spesso di corsa, che ama la cucina e la buona tavola». Poi illustra il suo modo d’agire: «Ho cercato fra le vecchie ricette della tradizione, ho chiesto consigli, ho raccolto appunti e ritagli di giornale che le amiche hanno cercato spesso per me». Insomma un’appassionata di cucina che non perde però di vista il bilancio familiare. Il primo libro si mostra subito come un diario gastronomico attinto dalle ricette di casa (scritte a mano e custodite a Luzzara nei quaderni della nonna e della mamma), ma ben “condito” da raccontini- amarcord che rievocano atmosfere di paese, vecchi sapori, accortezze domestiche. Si legge davvero tutto d’un fiato. I piatti preferiti? Brasati e spezzatini. I prodotti del cuore? Parmigiano-Reggiano e polenta. Nella seconda pubblicazione troviamo, invece, più pragmatismo e meno memoria storica. Ma non è certo un libro freddo, anzi parla di noi e del quotidiano affannarsi fra le pentole, dando consigli, spesso inaspettati, su come “riciclare” gustosamente gli avanzi. Si spazia dal salato al dolce, dai gambi di prezzemolo alle teste del pesce. Un’ultima annotazione: con la cuoca-bancaria è possibile “dialogare” su Internet dove ha un sito (www.donatellaboccalari.it), un indirizzo di posta elettronica (info@donatellaboccalari.it) e un profilo Facebook (“Le ricette di Donatella Boccalari”). 
Ha davvero tante idee e suggerimenti.
Non vi deluderà. ...


da: Gazzetta di Reggio venerdì 22 novembre 2013



venerdì 8 novembre 2013

La scarpetta, ovvero: la prova cruciale di ogni sugo!


Foto © Giulia Scarpaleggia











































Se c'è qualcuno che nutre anche solo per un po' di curiosità sulle pratiche di cucina, o interessato a conoscere riti e costumi della Bassa Reggiana di qualche anno fa, non può perdere l'appuntamento con l'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di domani sabato 9 novembre 2013 presso la Libreria del Corso.


Tanto per entrare in argomento, vi rilascio la ricetta del Soffritto che "in tempi in cui si digerivano anche i sassi" era il tipico e saporito «ragù povero» in terra reggiana.


Soffritto

3 cipolle
3 spicchi d'aglio
200 g di lardo o di pancetta
1 cucchiaio di conserva
poco olio
alcune foglie di basilico
1 presa di sale
1 bicchiere d'acqua calda

Tritate con la mezzaluna le cipolle, l'aglio e il lardo o la pancetta. Mettete questa pestata in un tegamino assieme all'olio e far cuocere, a fuoco molto basso, per mezz'oretta. Integrare con la conserva e l'acqua, salare e cuocere il sugo per 15 minuti.


Per la cortese collaborazione ringrazio Giulia Scarpaleggia (autrice della bellissima foto di apertura) e vi suggerisco la lettura della sua metafora della vita sul battuto, presente nel post dal titolo "il Sugo finto", che include una ricetta di Gabriella Ganugi ...a sua volta anche artefice del fantastico libro di Meditazioni in cucina: La bambina che contava le formiche.



domenica 3 novembre 2013

Nel segno della saracca: situazioni di miseria passata ...che tanti ricordano ancora




La saracca, come la sardina e l'aringa, è un pesce della famiglia dei clupeidi che grazie alla facilità di conservazione (effettuata secondo il principio della salagione) tra il XIV e il XV secolo si diffuse rapidamente in tutta Europa diventando uno dei cibi più comuni e a buon mercato.
Tali caratteristiche fecero sì che, per secoli e fino a pochi decenni fa, venisse identificata come "cibo dei poveri".
Disposte a raggiera in barilotti di legno, le saracche si propongono ancora oggi con il loro scintillante colore argenteo di pesce azzurro misto al brunito dell'affumicatura.


Già il testo che segue, tratto dal libro Ti ricordi il profumo del brodo? di Donatella Boccalari, ne anticipa un ricordo dal valore storico ...coniugato successivamente (sempre ad opera dalla stessa autrice) al sapore gastronomico, grazie al post SARACCA E POLENTA appena pubblicato.


... Chi non ha mai sentito raccontare della saracca (salacca in italiano) appesa sopra la tavola e strofinata a turno dai componenti della famiglia con fette di polenta? Questo pesce, povero e pieno di spine, era così ricco di sapore che riusciva a trasferire un po' del suo gusto a ogni fetta di polenta, dando l'illusione a chi l'addentava di mangiare qualcosa in più. ...

Oltre la testimonianza, tutto questo vuole essere anche una piccola ghiotta anticipazione dell'aperitivo letterario organizzato per sabato 9 novembre a Guastalla, occasione per chiacchierare diffusamente tra amici di "Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA".







mercoledì 14 agosto 2013

Prima che sia troppo tardi...





Di seguito il testo dell'articolo di Gabriele Maestri, pubblicato su PRIMA PAGINA, che ha amplificato la diffusione del nat messaggio autopromozionale realizzato sia per smuovere le coscienze imprenditoriali, sia per porre l'ispirazione al servizio della ripresa con progetti di comunicazione low cost ...senza tradire la qualità.






Donato Natuzzi, graphic designer, è l’ideatore di una curiosa campagna promozionale

«Alzati e cammina»: una provocazione per ripartire

Il messaggio: «Riscoprire il valore dei professionisti a chilometri zero per rilanciare le attività»


D’estate, per tradizione, «non succede niente»: si dà la colpa al caldo, che toglie le forze (sempre meglio di quando, alla Guareschi, picchia sulla testa e fa impazzire). C’è però chi non manda il cervello in vacanza e semina messaggi che colpiscono, anche sotto forma di provocazione. Così, sono rimasti stupiti i guastallesi davanti a un manifesto inconsueto: una grande immagine centrale, in bianco e nero, ritrae l’interno di un cimitero e, al centro, una sedia a rotelle vuota. Il tutto sormontato da una scritta evidente: «Alzati e cammina». Chi, incuriosito dall’immagine o dalla frase evangelica, si è avvicinato per guardare meglio, ha scoperto di non avere di fronte messaggi messianici o guaritori, ma un’iniziativa autopromozionale che è anche un invito all’iniziativa e alla creatività. La chiave di lettura sta sempre sul manifesto: «Non farti stendere dalla crisi, costruiamo insieme il nuovo miracolo italiano». Nessun messaggio politico, ma un tentativo originale di “dare la sveglia” in vista della ripresa delle attività lavorative in autunno. L’autore della provocazione visiva è il graphic designer guastallese Donato Natuzzi: lo scopo è stato centrato, come con una vera pubblicità, viste le tante persone che si sono fermate a guardare magari per curiosità. «Il mio – spiega – è un tentativo di mostrare che la comunicazione d’im - patto non proviene solo dalle agenzie multinazionali, ma anche da strutture più piccole e artigianali, in grado di svolgere bene lo stesso ruolo». Una professionalità a chilometri zero, spesso non conosciuta o snobbata. Se c’è chi crede che investire in comunicazione sia uno spreco, da affidare a non professionisti che costino il meno possibile, il manifesto è una provocazione positiva che punta a suggerire collaborazioni tra chi ha idee da trasmettere e chi sa comunicarle. «Il messaggio di fondo – conclude Natuzzi – è un incoraggiamento a darsi da fare e recuperare il tempo perso. La creatività ha un valore e non va sottovalutato: ci sono talenti in giro, senza bisogno di investire di quella qualità chi non ha i criteri per esserlo».


da: PRIMA PAGINA Martedì 13 agosto 2013 



mercoledì 21 novembre 2012

Nell'ottica di una maggiore informazione...



 




























...in prima battuta qualche distratto potrebbe pensare all'invito per una visita oculistica.

Si tratta in realtà della campagna ISCRIZIONI 2013 (
mediata dall'utilizzo di una tradizionale CARTOLINA, associata allo strumento di comunicazione del Direct Mailing) da me ideata e approntata con questo semplice visual per richiamare tutta l'attenzione necessaria dei genitori con figli nati negli anni 2010 e 2011.
 











































Una giornata di GUIDA ALL'ORIENTAMENTO per GUARDARE LA SCUOLA CON OCCHI NUOVI in previsione delle imminenti scelte che i genitori sono chiamati ad assumere per i loro piccoli.

Sabato
1 dicembre 2012 dalle ore 10.00 alle 12.00 una mattinata dedicata a incontrarli per offrire la possibilità di conoscere in anteprima la Scuola dell'Infanzia Bambino Gesù, i programmi e i valori che la regolano.



venerdì 16 novembre 2012

Suggestioni... di creatività diffusa.






Vini e Oli, risorse dalla terra.


Prodotti di qualità, da piante nobili che affondano le proprie radici in un territorio unico.



Nella terra di Sicilia prendono forma e vita radici voluttuose.



Quasi un prezioso arabesco a ricordare antichi fasti di una cultura ed una tradizione inimitabile.



Un intreccio di segni dinamici, metafora di pulsanti centri di produzione interconnessi in rete.



Un colore dorato, elegante, prezioso, denso di sole riflesso su uno sfondo forte, naturale, primitivo.



Sicilia.



Una sottolineatura. Una linea di terra. Da qui tutto ha origine.



Un carattere semplice, ma efficace e rassicurante.



Un logo di forte impatto, fusione di molteplici messaggi e al contempo espressione di eloquente incisività.





Nasce da un concept dell'arch. Andrea Pacchiarini, questa mia elaborazione inviata al concorso di idee indetto da "Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia" per l’acquisizione di una proposta grafica necessaria all'identificazione di un proprio nuovo logo.



lunedì 29 ottobre 2012

Quel "UZZARA" che rende letteralmente quasi simili!



































Segnaletica a cavallo del tratto di strada Nazionale che congiunge il punto "L" al punto "S". 

Oltre a linea di demarcazione tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Mantova... "apparente" confine tra Emilia e Lombardia.


Nonostante l'idea di accorpamento delle province, le distanze restano!






 

sabato 23 giugno 2012

Risotto al melone... quasi alla maniera di UGO!













































Una ricetta che prova a interpretare le annotazioni di un genio della comicità... con "la cucina nel sangue".

Omaggio al melone (uno dei sublimi prodotti della Bassa) è vero, ma soprattutto
riconoscente dedica al mitico Ugo Tognazzi, uomo di spettacolo genuino come la sua terra.  



Ingredienti per 4 persone:

  • 280 g. di riso
  • 1 melone
  • 1 scalogno
  • 1 l. di brodo
  • 1/2 bicchiere di panna
  • 80 g. di burro
  • 4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • 1 bicchiere di Barolo Chinato
  • 100 g. di Culaccia
  • sale
































Procedimento:


Pulire il melone e ridurlo a dadini da mettere a macerare nel Barolo Chinato (la sua nota amara sarà perfetta con il contrasto dolce del melone). Tagliare a filetti della Culaccia. Far soffriggere in 40 g. di burro lo scalogno tritato, senza colorire. Aggiungere il Barolo Chinato (recuperato scolando i dadini di melone, che vanno tenuti da parte) e far evaporare. Versare il riso e cuocerlo con mestolate di brodo, dopo 10 minuti amalgamare la panna. A fine cottura aggiungere il melone, la Culaccia ®, e mantecare con i restanti 40 g. di burro. Servire con Parmigiano Reggiano (a parte) e una generosa macinata di pepe nero da mulinello.  
 

  








































Per gli occhi un trionfo di colori, che incorpora in varie consistenze per il palato, le dolci esaltazioni dal gusto estivo.

Chapeau al grande UGO! 



Questa ricetta partecipa al Contest MELONE E ANGURIA di About Food.
























Glossarietto:

Barolo Chinato 
Culaccia ® 
Melone



venerdì 8 giugno 2012

FOTOANNOTAZIONI: un gustoso e frizzante esempio di co-marketing, sontuoso biglietto da visita dell'Emilia a tavola














































Questa singolare immagine dai canoni tutti felliniani, è stata realizzata nell'ultima edizione del CIBUS (il salone internazionale dell'alimentazione) e documenta la straordinaria sinergia (sviluppata con naturale semplicità) per promuovere le bollicine del noto lambrusco delle Cantine CECI con l'accompagnamento dei morbidi sapori del prosciutto dolce di Parma.

Guest star dello spumeggiante gazebo allestito per l'occasione fieristica: Luciano, l'affettatore di cosce, con tutta la simpatia e la presenza di cui è maestro.

APPLAUSI!!!



 

giovedì 7 giugno 2012

La città è provata



































Risale al 7 aprile 2012 la pubblicazione di questa intervista su il Giornale di Reggio.

A distanza di soli due mesi da quella data, provati nel frattempo dal forte sisma che ha sbriciolato molte nostre certezze, ora è forte solo il desiderio di riappropriarsi della normalità.





mercoledì 6 giugno 2012

In bicicletta, alla scoperta della Bassa Parmense


La BiciBassa sulla ciclabile del Taro

Della domenica ciclabile, trascorsa in compagnia degli amici de La BiciBassa, mi soffermo fotograficamente solo con alcune immagini realizzate sul percorso del Romanico in provincia di Parma:

Pieve di San Genesio

San Secondo
Pieve di San Genesio

Secolo XI -XIII

... Documentata già nel 1084, la chiesa di San Genesio viene citata per la prima volta come pieve nel 1195 e nel 1230 le fanno capo undici cappelle, in un territorio che si estende alla sinistra del Taro, dalla via Emilia al Po.

La sua vicenda costruttiva è complessa e non del tutto chiarita; nell'edificio attuale si possono distinguere due fasi. Una prima chiesa, a tre navate chiuse da absidi e cripta, viene realizzata nel secolo XI. A questa prima struttura appartengono la fascia inferiore degli absidi, in mattoni romani riutilizzati, e frammenti di pavimento. Nel XIII secolo, forse a seguito di un'alluvione del Taro che alza il piano di campagna, l'edificio viene ricostruito sopra la chiesa precedente, ricalcandone la pianta, a tre navate di sette campate e tre absidi. L'edificio attuale si deve in gran parte a questa seconda fase costruttiva. Dopo essere stata nel XIII secolo una delle pievi più importanti del parmense, San Genesio conosce una lenta decadenza a partire dal 1470, quando nel nuovo centro di San Secondo, da poco fondato da Pier Maria Rossi, viene creata la parrocchia dell'Annunciazione. Nel 1787 la grande chiesa duecentesca, ormai inutilizzata, viene ridotta con la demolizione della facciata e delle prime tre campate, mentre nelle navate laterali vengono ricavate un'abitazione e un magazzino. I restauri condotti negli anni 1967-72 hanno rimesso in luce le trutture duecentesche. Oggi la chiesa sorge isolata tra campi e canali, in un contesto simile alla campagna medievale in cui è stata costruita quasi dieci secoli fa...





















































Per quanto riguarda tutti gli altri dettagli di una memorabile giornata... suggerisco una visita all'indirizzo La BiciBassa



lunedì 28 maggio 2012

FOTOANNOTAZIONI: il sapore del bello sposa il gusto del buono



 































Guardate, che packaging! 

Le foto, documentano quanto scoperto tra gli stand presenti alla 16a edizione del CIBUS, il salone internazionale dell'alimentazione.

Vestito dall'elegante e rigoroso nero, è il prosciutto dell'azienda
Rosa dell'Angelo ottenuto da MAIALE NERO cresciuto all’aperto sulle colline fra Traversetolo e Langhirano (al centro di un ambiente naturale caratterizzato da calanchi, siepi e boschi di quercia) che si presenta in uno straordinario equilibrio tra bellezza e bontà.


































L’orgoglio di produrre e proporre solo autentici prodotti artigianali è l'impegno di questa azienda che potrebbe a pieno titolo diventare modello per nuove similari esperienze, sia in tema di tutela della qualità di un lavoro senza compromessi, sia come slancio per provare ad invertire l'attuale tendenza al ridimensionamento dei valori.


































Non è meraviglioso?


venerdì 25 maggio 2012

Indispensabili segni di rettifica...














































Dopo l'evento sismico di domenica 20 maggio 2012, per impraticabilità della Sala del Camino in Palazzo Ducale a Guastalla, si è reso necessario individuare una nuova location per l'incontro di martedì 29 maggio.

Cara città, addio!


NO POMPA FAI DA TE











































Mercoledì scorso sono andato a Reggio Emilia e per l'ennesima volta ho constatato che la vita in città è particolarmente cara.

C'è qualcuno che ha pensato bene di vendere persino l'aria.


Si, avete letto bene!


A conferma di quanto dico, provate a guardare il dettaglio della foto di seguito:



1 €   PER GONFIARE LE GOMME
































È cambiato il mondo!

Pertanto non esistono più neanche i servizi minimi, resi per cortesia e... con il sorriso sulle labbra.


Gesti di altri tempi.



Cara città... addio!


Mi rifugio in provincia.



mercoledì 23 maggio 2012

Pulizia e apparente semplicità, il leitmotiv nella comunicazione NatuzziBros






Pulito, essenziale, efficace, è il visual (forse all'altezza di una grande campagna di comunicazione) che sottolineato da un headline particolarmente incisivo: La Cultura ti riguarda sintetizza il contenuto dell'avviso correlato. 

La comunicazione dell'evento è in affissione proprio in questi giorni...

Per saperne di più sul futuro della Biblioteca Maldotti, immenso patrimonio della città di Guastalla, non resta che accogliere l'INVITO e intervenire alla serata.

Art: Donato Natuzzi / Photo: Fausto Franzosi



mercoledì 9 maggio 2012

IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO













































 
Clet è un eclettico artista bretone che ha sposato l'Italia vivendo a Firenze da quasi vent’anni. 

La sua creatività è indirizzata verso una singolare forma di espressione urbana: l’arte di personalizzare i pannelli stradali


Gli omini neri, sui segnali, diventano energici protagonisti di una realtà ironica dai tratti leggermente romantici, che intercetta il quotidiano e gioca con alcuni tra i suoi simboli più conosciuti per trasformarli in inedite icone contemporanee.



Il loro messaggio non è sfuggito neanche alla Scuola dell'Infanzia del Bambino Gesù, nei cui locali da qualche mese è dedicato un piccolo omaggio all'artista.













































Proprio oggi, e fino al 23 maggio, una mostra dedicata a questo francese innamorato dell’Italia si inaugura al Centre de Culture Italienne di Parigi. Un’occasione per svelare una parte dei misteri che aleggiano intorno alla sua figura e rendere onore alla ricca gastronomia del nostro paese, presentata a mo di degustazione durante il vernissage.


IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO
10/23 maggio 2012

 
Centro Culturale Italiano dei Sacerdoti

4 rue Saint-Severin
75005 Parigi
T. 01 46 34 27 00