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sabato 20 maggio 2017

Tutti a Guastalla per un'esperienza indimenticabile e GNOCCHI a profusione!




Giacomo Valenti si concede un primo assaggio di GNOCCHI prima di indossare i panni di Re Serpo XIV






































Ridi, ridi che la mamma ha fatto i gnocchi.


Un proverbio ironico e popolare che a Guastalla, nei giorni 19/20/21 maggio 2017, è richiamo di felicità diffusa.



Gnocchi sì, ma quali?

Si potrebbe scegliere tra un piatto con la caratteristica della minestra e la cui ricetta, che si perde nell'antica memoria di tradizione reggiana, produce l'appetitosa creazione culinaria dei «gnócc ed rìs» preparata con riso prima cotto nel brodo, poi scolato asciutto e impastato con pane grattugiato e uova. Formati gli gnocchi, si tuffano nel brodo e dopo pochi minuti di cottura si condiscono asciutti con burro e formaggio.

Tra le preparazioni fatte con le patate, nella tradizione reggiana trionfano i «gnócc» o i «gnucchètt ed pòm da tèrra» che costituiscono una vivanda assai semplice perchè fatta con patate a lesso impastate con un pò di fior di farina, cotti nell'acqua e serviti in tavola asciutti e conditi con burro fresco e «grana» stravecchio.

Invece, nei paesi rivieraschi del Po si usava fare i «gnocch a la mulinèra», così denominati perchè al tempo dei mulini natanti, i «mulinèr» (mugnai) li preparavano con farina di grano tenero impastata con l'acqua di Po (bollente) in modo da ottenere un impasto consistente, grazie all'azione del reticolo glutineo formatosi proprio mediante l'uso dell'acqua calda. Sono fatti senza patate e conditi con burro e formaggio.

Per prepararli: fatta la fontana sul «tolèr» inizierete ad aggiungere l'acqua bollente non salata e lavorerete l'impasto energicamente fino a farlo diventare liscio. Raccoglietelo a palla e mettetelo a riposare per circa un'ora in una zuppiera coperta con un canovaccio. Poi, prendete man mano dal panetto un pò di pasta che allungherete a forma di bastoncino. Riducete i bastoncini in pezzetti lunghi circa tre centimetri e trascinateli sulla spianatoia con le tre dita medie esercitando una pressione tale da renderli ben incavati. Con le dita, allontanateli man mano in un angolo del piano di lavoro cosparso di farina. Una sbollentata in acqua, salata solo poco prima della risalita a galla degli gnocchi, e poi via con il tradizionale condimento: passata di pomodoro con fagioli borlotti, patate e cipolla, oppure con burro e asciugati con Parmigiano-Reggiano. 



La preparazione dei «gnocch a la mulinèra»

































Nella Bassa, soprattutto quando la povertà regnava sovrana, fare gli gnocchi rappresentava una gioia incontenibile. Averne poi per tutti, assumeva una valenza di festa collettiva. Fu così che ebbe inizio LA GNOCCATA che da ribellione all’imposta sulla macinazione del grano e dei cereali (entrata in vigore il primo gennaio 1868) si trasformava in una singolare festa di popolo e rara espressione di gioia contrassegnata da pancia piena e intensa felicità.

A Guastalla, proprio i «gnocch a la mulinèra» hanno dato origine alla festa popolare, diventata prima tradizione di metà Quaresima denominata «la Gnoccolàda». Venne organizzata per la prima volta nel 1869, come riportato dalle Cronache Guastallesi del Canonico Besacchi, proseguendo nelle celebrazioni annuali fino al 1905 data che la vide sospesa fino alla ripresa nel 1922. La festa, di popolo e di tavola, sta nella pubblica distribuzione gratuita dei «gnocch a la mulinèra» cotti, conditi, fumanti. In principio di festa viene incoronato il «Rè di gnocch» selezionato tra coloro con fama di essere egregi mangiatori e bevitori.

Sua grandezza reale, a furor di popolo, ordina di fare i «gnocch» e sulla piazza gonzaghesca un manipolo di cuochi davanti al pubblico acclamante inizia con gli utensili occorrenti ad operare. Quando tutto è pronto, il Re "assaggia" i «gnocch» conditi con burro fragrante e asciugati col «grana». Dopo averne apprezzato la bontà, dispone che vengano serviti anche alle Autorità di Corte e quindi distribuiti gratuitamente alla folla festante che ne fa man bassa riempendo recipienti di ogni forma e misura.


Che la festa cominci!

Omaggio tricolore con «gnocch a la mulinèra»


Testo e foto di Donato Natuzzi, tratti dalla pubblicazione GNOCCATA A GUASTALLA 34esima edizione

venerdì 12 maggio 2017

Guastalla: La GNOCCATA è anche una sfida gustosa












































"Gnocchi in ragù di pesce migrante"
 
Possa questa sfiziosa preparazione di gnocchi e salmone (il pesce contrassegnato dal singolare destino di nascere in acqua dolce, migrare verso il mare per trascorrere gran parte della sua vita e poi tornare spinto da irrefrenabile istinto al suo fiume nativo per riprodursi) essere di stimolo per partecipare alla GARA GASTRONOMICA indetta per valorizzare la preparazione degli Gnocchi, i protagonisti assoluti de La GNOCCATA di domenica 21 maggio a Guastalla.


Per dare più sapore e colore agli Gnocchi ed appagare gli esigenti appetiti dei commensali alla corte di Re Serpo XIV, si cercano concorrenti in grado di proporre il più intrigante dei condimenti.

La sfida è aperta, ISCRIVETEVI SUBITO!




Alla gola non si comanda e il corpo esige mangiare…
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CITTÁ DI GUASTALLA
ASSOCIAZIONE PRO LOCO e AMMINISTRAZIONE COMUNALE

CERCASI 15 CONCORRENTI (
MAX) per la GARA GASTRONOMICA di Sabato 20 Maggio 2017 alle ore 17:00 in Piazza Mazzini a GUASTALLA
  


Requisiti per l'ammissione dei concorrenti al concorso VALORIZZO GLI GNOCCHI: 

- Età non inferiore ai 18 anni.


Modalità di partecipazione:

 
- L'iscrizione è gratuita e viene effettuata presso l'Ufficio Informazioni Turistiche - Via Gonzaga, 16 - Guastalla tel. 0522 839763 - e-mail: uit@comune.guastalla.re.it


- I concorrenti dovranno portare il condimento per la preparazione di 1 kg. di gnocchi, sufficiente per  7 (sette)
assaggi destinati alla giuria e il piatto di portata per le foto e la presentazione;

-I concorrenti dovranno illustrare gli ingredienti usati, il procedimento di esecuzione e il tempo di realizzazione;


- Gli gnocchi di patate verranno forniti dall'Associazione Pro Loco;


- I condimento degli gnocchi partecipanti la sfida gastronomica verranno scaldati al momento presso le cucine allestite in Piazza Mazzini;


- All'atto dell'iscrizione
i concorrenti accettano l'insindacabile giudizio della Commissione
Giudicatrice;


- La Commissione Giudicatrice, formata da esperti degustatori, sarà presieduta da sua altezza Re Serpo XIV;


- Giovedì 18 maggio è da intendersi
come tempo limite per le iscrizioni.


Elementi di valutazione:
 
La Commissione Giudicatrice valuterà le ricette tenendo in considerazione i seguenti elementi:
 

- Originalità del titolo della ricetta
 

- Qualità degli ingredienti impiegati
 

- Modalità di presentazione

- Miglior ricetta


 

Premi:
 

- Al primo classificato € 150,00 in buoni alimentari

- Al secondo e terzo classificato € 75,00 in buoni alimentari


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Buon divertimento a tutti!


 


domenica 7 maggio 2017

Vista con gusto tra le terre del Po


Alcune delle eccellenze artistiche della Bassa Reggiana saranno l'obiettivo di conoscenza dell'Associazione "Amici del Chierici" che sabato 13 maggio 2017 con una folta rappresentativa arriverà in visita a Guastalla. 


Dal punto di ritrovo sul Piazzale Ragazzi del Po, alle ore 9:30 il gruppo si muoverà alla scoperta della Biblioteca Maldotti per poi estendere la visita alla Concattedrale riportata all'antico splendore da un recente e complesso restauro.




























Attorno alle ore 12:00 ultimo appuntamento della mattinata e sosta d'obbligo presso l'insigne Basilica di Pieve, il più antico edificio religioso del guastallese, che tra i possedimenti di Matilde di Canossa ebbe un ruolo fondamentale a tal punto che nel 1095 fu scelta da papa Urbano II come la sede ideale per lo svolgimento di un sinodo e successivamente papa Pasquale II la impiegò per il famoso concilio in cui si discusse della delicata questione delle investiture. 



 

























Vista l'ora, e secondo programma, si rende funzionale far ricorso alla pausa pranzo per apprezzare anche le buone cose della cucina emiliana. Possa un surbìr di cappelletti, ben disporre lo stomaco a una tavola ricca di portate molto interessanti.



 

























Sulla strada di ritorno verso Reggio Emilia, prevista una deviazione che conduce dritto, dritto, a Villa De Moll (l'imponente e armonioso Palazzo situato a Brugneto di Reggiolo) per ammirare, in compagnia dell'artista, la mostra permanente dello scultore e pittore Mario Pavesi.

Mi auguro che gli "Amici del Chierici" sapranno apprezzare questa interpretazione intelligente e moderna del fine settimana e quando vorranno farsi coccolare da attenzioni speciali, potranno ritornare in questi luoghi a esplorare ulteriormente l'ingente patrimonio ambientale e culturale che li contraddistingue.

Eventualmente già la prossima settimana potrebbe rivelarsi perfetta per un bis dati i festeggiamenti in occasione della 34esima edizione de LA GNOCCATA, la festa di popolo che ogni tre anni si contraddistingue come avvenimento eccezionale e rara opportunità contrassegnata da pancia piena e da una improvvisa quanto intensa felicità.




venerdì 14 novembre 2014

AVVISI FUNEBRI ABUSATI



Sotto gli occhi di tutti, accade a Guastalla che la bacheca del pianto diventi in questi giorni testimone anche del comportamento incivile compiuto da un'azienda del settore evidentemente noncurante del deplorevole gesto di prevalicazione compiuto affiggendo con la colla sul vetro quanto solitamente destinato a diversa modalità di esposizione. 

Un irrispettoso comportamento che offende chi già piange una perdita cara e che per molesta complicità nell'atto, coinvolge un ignaro cliente passato a miglior vita.








mercoledì 7 maggio 2014

Gnocchi di Patate ...per scandire il tempo dell'attesa






Mancano poche ore alla Gnoccata, il tradizionale rito di piazza che nei giorni 9/10/11 maggio si fa festa di popolo a Guastalla. 

In attesa di mettere mano alla forchetta per la pantagruelica mangiata in onore di Sua Eccellenza Illustrissima il Re dei Gnocchi Serpo XIII, suggerisco la ricetta degli GNOCCHI DI PATATE così come li prepara la mia mamma. 

Una giusta pratica di quanti, determinati a mantenere l'allenamento mandibolare, possono adottarla come training per farsi trovare rodati all'evento e ben figurare alla corte di Gnocconia.



Ingredienti:

400 g di farina
1 kg di Patate
1 uovo
30 g di Burro
Parmigiano Reggiano





Procedimento:

Bollire le patate in acqua salata, poi sbucciarle e passarle per lo schiacciapatate. Disporre la farina a fontana mettendoci al centro le patate, l'uovo e il burro, iniziando a impastare il tutto. Della pasta così ottenuta fare tanti sfilatini grossi quanto un dito, da tagliare in tocchetti della lunghezza ci circa 2-3 centimetri. Passarli ad uno ad uno contro i rebbi di una forchetta per ottenere gli gnocchi, da cuocere in acqua bollente salata. Scolarli appena vengono a galla e condirli in una zuppiera con il ragù e abbondande Parmigiano Reggiano grattugiato. 


Servire caldissimi.






Cliccate QUI per il programma della manifestazione.

mercoledì 12 marzo 2014

Iniziativa molto interessante per fare una libro-tappa a Guastalla



 
























Sabato 15 marzo 2014 Diciassettetrenta sarà molto più di un aperitivo letterario ...occasione d'incontro con il famoso autore di thriller storici italiani Carlo Martigli.


Firenze, 1497. 
Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia.
E perché ciò avvenga, l'autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo.
Nel cuore di questi conflitti, l'erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza.
La verità dell'uomo più importante dell'intera storia umana.







Carlo A. Martigli
L' ERETICO

Longanesi
ISBN: 8830431982





"Questo romanzo è un dono di libertà che prima ho fatto a me stesso e che ora porgo al lettore. Leggere rende liberi, e solo da liberi si possono fare scelte consapevoli. Airesis in greco significa appunto scelta, e quindi essere «eretico» vuol dire semplicemente e soltanto essere «colui che sceglie». Nel mondo che vorrei, tutti dovrebbero essere eretici, ciascuno nella propria diversità".
                                                                                                                      
                                                                                                                                     Carlo A. Martigli


                                                                                                                                





L'appuntamento con l'iniziativa, promossa dalla Biblioteca Comunale di Palazzo Frattini, è per le ore 17.30 alla Libreria del Corso.


 

venerdì 22 novembre 2013

Le ricette di Donatella, dai piatti della tradizione alle idee per riciclare gli avanzi


Foto Fausto Franzosi
































Alla presenza di un meraviglioso pubblico particolarmente attento e curioso, nell'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di solo due settimane fa, ho piacevolmente dialogato con Donatella delle due pubblicazioni da lei dedicate ai piatti della memoria e agli avanzi come risorsa, entrambe dettate dalla sua grande passione per l'arte di cucinare... ed ecco prendere corpo anche una manifestazione di interesse della Gazzetta di Reggio. Oggi 22 novembre, a pagina quarantasei del quotidiano campeggia nella rubrica I LIBRI DELLA SETTIMANA il pezzo in cui Tiziano Soresina scrive di lei:












































... Due libri di cucina in due anni. Due pubblicazioni molto diverse, con “anime” comunque non commerciali o da fornelli molto televisivi ma poco calati nella realtà di chi lavora e torna a casa ritrovandosi delle bocche da sfamare. Donatella Boccalari, bancaria nata a Luzzara ma che ora vive con la famiglia a Roteglia, fa infatti dell’economia domestica il suo credo e ci “regala” con le sue ricette sia un tuffo nel passato (con il libro “Ti ricordi il profumo del brodo”, edito nel 2011 da Vilmy Montanari), sia un’efficace maniera per combattere gli sprechi da parte di chi ogni giorno si cimenta con padelle e grembiulino (quest’anno ha pubblicato “Avanzo a chi?”). Doveroso inquadrare bene l’autrice. Presentando le sue fatiche letterarie si rivela con efficacia. «Non sono un’esperta cuoca né uno chef. Sono una mamma e moglie _ rimarca _ che lavora fuori casa, fa la spesa troppo spesso di corsa, che ama la cucina e la buona tavola». Poi illustra il suo modo d’agire: «Ho cercato fra le vecchie ricette della tradizione, ho chiesto consigli, ho raccolto appunti e ritagli di giornale che le amiche hanno cercato spesso per me». Insomma un’appassionata di cucina che non perde però di vista il bilancio familiare. Il primo libro si mostra subito come un diario gastronomico attinto dalle ricette di casa (scritte a mano e custodite a Luzzara nei quaderni della nonna e della mamma), ma ben “condito” da raccontini- amarcord che rievocano atmosfere di paese, vecchi sapori, accortezze domestiche. Si legge davvero tutto d’un fiato. I piatti preferiti? Brasati e spezzatini. I prodotti del cuore? Parmigiano-Reggiano e polenta. Nella seconda pubblicazione troviamo, invece, più pragmatismo e meno memoria storica. Ma non è certo un libro freddo, anzi parla di noi e del quotidiano affannarsi fra le pentole, dando consigli, spesso inaspettati, su come “riciclare” gustosamente gli avanzi. Si spazia dal salato al dolce, dai gambi di prezzemolo alle teste del pesce. Un’ultima annotazione: con la cuoca-bancaria è possibile “dialogare” su Internet dove ha un sito (www.donatellaboccalari.it), un indirizzo di posta elettronica (info@donatellaboccalari.it) e un profilo Facebook (“Le ricette di Donatella Boccalari”). 
Ha davvero tante idee e suggerimenti.
Non vi deluderà. ...


da: Gazzetta di Reggio venerdì 22 novembre 2013



venerdì 8 novembre 2013

La scarpetta, ovvero: la prova cruciale di ogni sugo!


Foto © Giulia Scarpaleggia











































Se c'è qualcuno che nutre anche solo per un po' di curiosità sulle pratiche di cucina, o interessato a conoscere riti e costumi della Bassa Reggiana di qualche anno fa, non può perdere l'appuntamento con l'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di domani sabato 9 novembre 2013 presso la Libreria del Corso.


Tanto per entrare in argomento, vi rilascio la ricetta del Soffritto che "in tempi in cui si digerivano anche i sassi" era il tipico e saporito «ragù povero» in terra reggiana.


Soffritto

3 cipolle
3 spicchi d'aglio
200 g di lardo o di pancetta
1 cucchiaio di conserva
poco olio
alcune foglie di basilico
1 presa di sale
1 bicchiere d'acqua calda

Tritate con la mezzaluna le cipolle, l'aglio e il lardo o la pancetta. Mettete questa pestata in un tegamino assieme all'olio e far cuocere, a fuoco molto basso, per mezz'oretta. Integrare con la conserva e l'acqua, salare e cuocere il sugo per 15 minuti.


Per la cortese collaborazione ringrazio Giulia Scarpaleggia (autrice della bellissima foto di apertura) e vi suggerisco la lettura della sua metafora della vita sul battuto, presente nel post dal titolo "il Sugo finto", che include una ricetta di Gabriella Ganugi ...a sua volta anche artefice del fantastico libro di Meditazioni in cucina: La bambina che contava le formiche.



giovedì 11 aprile 2013

Una serata da non mancare















































Cronaca di Guastalla 1806-1823

28 luglio 1817


“ ... Si cominciò in Duomo a costruire l’Ancona nell’altare che prima era di S. Omobono, per riporvi l’immagine della B. V. del Castello che una volta era nella propria chiesa detta dei Teatini, facendola a scagliola, levando la primaria Ancona ch’era di marmo fatta costruire dall’arte dei sarti che l’avevano comperata a Mantova in occasione della soppressione di qualche convento prima del 1800. L’artefice è Giorgio de Giorni. La mensa ed i gradini dell’altare tutti di marmo rimangono come prima. La spesa viene sostenuta dai Divoti, particolarmente da quelli ch’era concorsi a comperare l’immagine nel 1805, ed il lavoro venne finito nella prima metà di maggio del 1818 ...”.
 

Girolamo Cattaneo

Biblioteca Maldotti Guastalla, Fondo Galvani, b.82






lunedì 22 ottobre 2012

Dove eravamo rimasti?



 









































Dopo l'impraticabilità imposta dal terremoto all'incontro già programmato cinque mesi fa, ecco identificata la nuova data di una serata interamente dedicata alla Biblioteca Maldotti

Per meglio conoscere, attraverso l'inestimabile valore dei "tesori" gelosamente custoditi al suo interno, l'importanza che rappresenta per la Città di Guastalla... annotatevi la data di lunedì 29 ottobre e cercate di non mancare a questo INCONTRO PUBBLICO che si prospetta decisamente interessante!

mercoledì 5 settembre 2012

"TANTI SALUTI", il tema della morte al di fuori del dramma.





















































In occasione del 15°anno di attività del volontariato oncologico Siamo con Te di Correggio e della costituzione dell'Associazione NOI per l'HOSPICE di Guastalla

INVITO A TEATRO PER UNA SERATA SPECIALE

 
... con uno spettacolo teatrale che offre l'opportunità di esplorare il tema del morire ai nostri tempi. Argomento delicato e scomodo quello della morte, grande tabù della società occidentale nella quale il mistero dell'esistenza si è medicalizzato...




TANTI SALUTI
Un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso 




Attraverso una ricerca di tipo sociologico, TANTI SALUTI esplora il tema del morire:

...metabolizzato grazie alle testimonianze e ai racconti dei diretti protagonisti: medici, infermieri, familiari e morenti 


...incontrato nei luoghi del morire: ospizi, ospedali, hospice, case  

...indagato nelle sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia  

...raccolto nelle testimonianze di chi è stato così vicino al punto della morte da non averne più alcun timore.




domenica 22 luglio 2012

Una questione di smalto


Citazione casalinga: Smalterie Metallurgiche Emiliane di Guastalla
 





























Abitare Le idee

da: Corriere della Sera _ sabato 21 luglio 2012



giovedì 7 giugno 2012

La città è provata



































Risale al 7 aprile 2012 la pubblicazione di questa intervista su il Giornale di Reggio.

A distanza di soli due mesi da quella data, provati nel frattempo dal forte sisma che ha sbriciolato molte nostre certezze, ora è forte solo il desiderio di riappropriarsi della normalità.





venerdì 25 maggio 2012

Indispensabili segni di rettifica...














































Dopo l'evento sismico di domenica 20 maggio 2012, per impraticabilità della Sala del Camino in Palazzo Ducale a Guastalla, si è reso necessario individuare una nuova location per l'incontro di martedì 29 maggio.

mercoledì 23 maggio 2012

Pulizia e apparente semplicità, il leitmotiv nella comunicazione NatuzziBros






Pulito, essenziale, efficace, è il visual (forse all'altezza di una grande campagna di comunicazione) che sottolineato da un headline particolarmente incisivo: La Cultura ti riguarda sintetizza il contenuto dell'avviso correlato. 

La comunicazione dell'evento è in affissione proprio in questi giorni...

Per saperne di più sul futuro della Biblioteca Maldotti, immenso patrimonio della città di Guastalla, non resta che accogliere l'INVITO e intervenire alla serata.

Art: Donato Natuzzi / Photo: Fausto Franzosi



mercoledì 9 maggio 2012

IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO













































 
Clet è un eclettico artista bretone che ha sposato l'Italia vivendo a Firenze da quasi vent’anni. 

La sua creatività è indirizzata verso una singolare forma di espressione urbana: l’arte di personalizzare i pannelli stradali


Gli omini neri, sui segnali, diventano energici protagonisti di una realtà ironica dai tratti leggermente romantici, che intercetta il quotidiano e gioca con alcuni tra i suoi simboli più conosciuti per trasformarli in inedite icone contemporanee.



Il loro messaggio non è sfuggito neanche alla Scuola dell'Infanzia del Bambino Gesù, nei cui locali da qualche mese è dedicato un piccolo omaggio all'artista.













































Proprio oggi, e fino al 23 maggio, una mostra dedicata a questo francese innamorato dell’Italia si inaugura al Centre de Culture Italienne di Parigi. Un’occasione per svelare una parte dei misteri che aleggiano intorno alla sua figura e rendere onore alla ricca gastronomia del nostro paese, presentata a mo di degustazione durante il vernissage.


IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO
10/23 maggio 2012

 
Centro Culturale Italiano dei Sacerdoti

4 rue Saint-Severin
75005 Parigi
T. 01 46 34 27 00 


mercoledì 25 aprile 2012

L'Isola di San Simeone



































L'Isola di San Simeone, una delle opere di Massimo Canuti esposte nella mostra VIAGGIATORE VIAGGIANTE, è l'invito per un viaggio particolarmente intrigante. Una mappa, che riporta con dovizia di particolari i mitici toponimi del territorio di Eridano, come essenza di un viaggio fantastico da intraprendere coraggiosamente a piedi come l'intraprendente Stefano Grasselli incamminato "Verso la montagna inquietante", a bordo del van vintage di Marco Arduini o a cavalcioni delle ali della fantasia... come l'Orinonauta di Lorenzo Criscuoli.

Verso la montagna inquietante © Stefano Grasselli


© Marco Arduini
Orinonauta © Lorenzo Criscuoli
























































































































L'Isola di San Simeone
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Simeone di Edessa, detto anche San Simeone Salos, cioè Stolto (Emesa, ... – Emesa, 550)

Nato da una famiglia agiata di Emesa, l’odierna Edessa, visse fino all’età di trent’anni insieme con la propria madre, che lasciò solo per compiere, insieme all’amico d’infanzia Giovanni, un pellegrinaggio a Gerusalemme in occasione della festa dell’Esaltazione della Croce. I due compagni dopo che sulla via del ritorno avevano visitato alcuni monasteri sul fiume Giordano, decisero di dedicarsi interamente alla vita monacale. In poco tempo furono consacrati monaci ma, essendo desiderio di Simeone dedicarsi interamente alla vita ascetica nel deserto, abbandonarono il monastero ove erano stati ordinati.
Dopo 29 anni vissuti in contemplazione nel deserto Simeone tornò solo nella propria città natale, ove condusse la vita di “Stolto in Cristo”, così come erano chiamati coloro i quali, fingendo pazzia e sottoponendosi ad ogni sorta di penitenza, credevano di avvicinarsi alle sofferenze patite da Gesù nel Calvario. Apparendo a tutti “in uno stato alterato” non salutava chi incontrava, scappando se qualcuno gli rivolgeva la parola nella convinzione che questi “volesse rubare la sua virtù”. A causa di tali comportamenti era spesso visto in cattiva luce dalla popolazione locale la quale, fuggendo Simeone dalla compagnia degli altri, non poteva sapere se e quando il monaco pregava Dio o digiunava, tanto più che questi non era avulso dall’introdursi furtivamente nelle locande per mangiare tutto ciò che gli si parava davanti. Vi era tuttavia una stretta cerchia di persone con la quale Simeone si mostrava sincero e affabile: tra questi vi era una serva la quale, rimasta incinta, incolpò Simeone del suo stato. Il santo non fece nulla per contraddirla, affermando anzi con le persone che incontrava che era successo proprio quanto si raccontava poiché “la carne era debole”.
Solamente quando giunse il parto e alcuni familiari della serva si rivolsero a lui perché vi erano complicanze e volevano che il monaco pregasse per la salute della partoriente che il santo rivelò che la donna non riusciva a sgravarsi solo e unicamente perché non aveva rivelato il nome del padre del nascituro.
Quando finalmente lo rivelò anche il bambino nacque. Si racconta che vi fu grande scandalo per Edessa quando il santo fu sorpreso ad introdursi negli alloggi di una prostituta.
Interrogata la donna rivelò che Simeone si era recato in casa sua per donarle da mangiare, essendo più di tre giorni che la stessa era rimasta malata e senza cibo, mostrando nel contempo i resti dei cibi che le erano stati portati. Leggenda vuole che poco prima di un terremoto il monaco iniziò a colpire con una frusta le colonne presenti nel foro gridando “Voi state; voi dovete saltare”. Alcuni testimoni presenti al fatto, conoscendo le virtù profetiche del santo, segnarono le colonne indicate le quali, dopo il terremoto, furono le uniche a rimanere erette.

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Locanda del Gatto Nero
Bugno della Margherita
Bugno di Flori
Spiaggia dei Mangiatori di Loto
Oasi di Bamba Issa




VIAGGIATORE VIAGGIANTE
Guastalla Palazzo Ducale
31 marzo / 29 aprile 2012








 


giovedì 15 marzo 2012

Posologia in pillole


Immagine dal backstage dei lavori di allestimento
































I secoli di storia di cui sono intrise le pietre che hanno edificato la Concattedrale, sono da venerdì scorso "somministrati in pillole" per la curiosità e la conoscenza di quanti percorrono piazza Mazzini a Guastalla. 

© Fausto Franzosi





















Pensati e realizzati per rivestire la perimetrazione del cantiere di restauro del Duomo, i dodici mega pannelli snocciolano per date salienti gli avvenimenti che hanno cadenzato e rafforzato nel tempo l'affetto della gente verso questa straordinaria opera d'arte e di culto ed elogiano quanti finora si sono prodigati economicamente a sostenere l'impegnativo intervento di restauro.


Una delle "pillole di storia" nella performance visiva in piazza Mazzini





























Donato Natuzzi, che si è avvalso del prezioso lavoro di ricerca di Stefano Storchi, Elisa Bertazzoni, Francesca Benevelli e delle straordinarie immagini di Fausto Franzosi, ha progettato e realizzato un unicum per Guastalla in tema di comunicazione. 


martedì 20 dicembre 2011

La Camera della Scimmia, ottima idea regalo, straordinaria lettura!
















































La Camera della Scimmia, il "volume" che non paga l'Imposta Municipale Unica.

Al di là della battuta humor,
La Camera della Scimmia è in realtà la tangibile conferma che si può scrivere con passione e si può leggere esattemente con gli stessi presupposti. 

Un romanzo scorrevolissimo ed estremamente interessante, quello di Daniele Daolio, che guida il lettore alla scoperta dei fitti misteri che si addensano sulle terre della Bassa di gonzaghesca memoria.  

La Camera della Scimmia  è tutto questo, o meglio, anche questo.
Una storia intensa, movimentata da incredibili colpi di scena, e... ottima idea regalo all'insegna del giallo.

Assolutamente da leggere!


 

mercoledì 28 settembre 2011

Valda vende sogni e briciole di pane!




Sabato 24 settembre, in piazza Mazzini a Guastalla, una persona speciale ha richiamato la mia attenzione con il tintinnio dei campanelli fissati al suo carrettino... è stato così che tra la folla di visitatori per Piante e Animali Perduti, ho conosciuto Valda che con modi gentili elargiva sogni ai passanti.

La sua è la piccola storia di una pastorella di Monfrasco che, un bel giorno stanca di stare in montagna con il suo gregge, decide di abbracciare una grande idea: trasformarsi in un'attrice ambulante e cominciare a girare l'Italia "vendendo sogni e briciole di pane" perchè ritiene che il mondo ne abbia davvero un gran bisogno!
 


Un sogno che ormai da tre anni guida lei e il suo carrettino sulle strade della penisola per offrire in cambio di un'offerta e un impegno ad AMARE, la possibilità di realizzare IL PROPRIO SOGNO.


Ho sognato un mondo
in cui tutti erano consapevoli
che nelle piccole cose
è racchiusa ogni magia
e la gioia più semplice.