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domenica 18 febbraio 2018

Passatelli in brodo




































Ingredienti per 4 persone:

150 g di Parmigiano-Reggiano grattugiato,
100 g di pane raffermo grattugiato finissimo,
1 pizzico di noce moscata,
2 uova intere,
2 l di brodo.





Impastare in una terrina tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto omogeneo e passarlo con l'apposito ferro per i passatelli (o con uno sciacciapatate). Versare i passatelli ottenuti nella casseruola col brodo bollente. Non appena vengono a galla, spegnere la fiamma. Lasciare riposare la minestra per qualche minuto e servire senza aggiungere parmigiano.


Ora, a tutti gli effetti, posso augurarvi buona domenica!

venerdì 12 maggio 2017

Guastalla: La GNOCCATA è anche una sfida gustosa












































"Gnocchi in ragù di pesce migrante"
 
Possa questa sfiziosa preparazione di gnocchi e salmone (il pesce contrassegnato dal singolare destino di nascere in acqua dolce, migrare verso il mare per trascorrere gran parte della sua vita e poi tornare spinto da irrefrenabile istinto al suo fiume nativo per riprodursi) essere di stimolo per partecipare alla GARA GASTRONOMICA indetta per valorizzare la preparazione degli Gnocchi, i protagonisti assoluti de La GNOCCATA di domenica 21 maggio a Guastalla.


Per dare più sapore e colore agli Gnocchi ed appagare gli esigenti appetiti dei commensali alla corte di Re Serpo XIV, si cercano concorrenti in grado di proporre il più intrigante dei condimenti.

La sfida è aperta, ISCRIVETEVI SUBITO!




Alla gola non si comanda e il corpo esige mangiare…
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CITTÁ DI GUASTALLA
ASSOCIAZIONE PRO LOCO e AMMINISTRAZIONE COMUNALE

CERCASI 15 CONCORRENTI (
MAX) per la GARA GASTRONOMICA di Sabato 20 Maggio 2017 alle ore 17:00 in Piazza Mazzini a GUASTALLA
  


Requisiti per l'ammissione dei concorrenti al concorso VALORIZZO GLI GNOCCHI: 

- Età non inferiore ai 18 anni.


Modalità di partecipazione:

 
- L'iscrizione è gratuita e viene effettuata presso l'Ufficio Informazioni Turistiche - Via Gonzaga, 16 - Guastalla tel. 0522 839763 - e-mail: uit@comune.guastalla.re.it


- I concorrenti dovranno portare il condimento per la preparazione di 1 kg. di gnocchi, sufficiente per  7 (sette)
assaggi destinati alla giuria e il piatto di portata per le foto e la presentazione;

-I concorrenti dovranno illustrare gli ingredienti usati, il procedimento di esecuzione e il tempo di realizzazione;


- Gli gnocchi di patate verranno forniti dall'Associazione Pro Loco;


- I condimento degli gnocchi partecipanti la sfida gastronomica verranno scaldati al momento presso le cucine allestite in Piazza Mazzini;


- All'atto dell'iscrizione
i concorrenti accettano l'insindacabile giudizio della Commissione
Giudicatrice;


- La Commissione Giudicatrice, formata da esperti degustatori, sarà presieduta da sua altezza Re Serpo XIV;


- Giovedì 18 maggio è da intendersi
come tempo limite per le iscrizioni.


Elementi di valutazione:
 
La Commissione Giudicatrice valuterà le ricette tenendo in considerazione i seguenti elementi:
 

- Originalità del titolo della ricetta
 

- Qualità degli ingredienti impiegati
 

- Modalità di presentazione

- Miglior ricetta


 

Premi:
 

- Al primo classificato € 150,00 in buoni alimentari

- Al secondo e terzo classificato € 75,00 in buoni alimentari


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Buon divertimento a tutti!


 


martedì 16 luglio 2013

L'alice delle meraviglie





Alici o acciughe: nomi diversi per lo stesso squisito pesce azzurro. A seconda delle zone d'Italia si parla di alici oppure di acciughe, ma si tratta sempre dello stesso pesce, molto diffuso nei nostri mari: lunghezza tra i 15 e i 20 centimetri, corpo allungato e compresso, bocca grande e obliqua.



RICETTA:  
Spaghetti con le alici
(Ingredienti per 4 persone)


200 g di alici freschissime
100 g di basilico fresco
100 g di pane grattugiato
50 g di pecorino romano
2 uova intere
1 cipollotto rosso di Tropea
1 cucchiaio di capperi
10 olive nere denocciolate
12 pomodorini Pachino
1 ciuffetto di barba di finocchio
2 cucchiai di pane grattugiato
olio extra vergine di oliva, sale e peperoncino a piacere




 

Preparazione:
 
Per prima cosa puliamo le alici. Le evisceriamo e le apriamo a libro eliminando la lisca centrale. Utilizzando un colapasta, le mettiamo sotto un getto di acqua corrente fredda, per eliminare ogni residuo di sangue. Le tamponiamo con carta da cucina per asciugarle. In un mixer mettiamo il pane grattugiato (per una gustosa variante si possono utilizzare anche più saporiti taralli pugliesi), il pecorino, il basilico (le foglie e i gambi più teneri, anch'essi molto saporiti) e tritiamo il tutto. In due ciotole mettiamo distintamente l'uovo sbattuto e il pane grattugiato.
Prima passiamo le alici (aperte a libro) nell'uovo, poi nel pane, premendo bene da entrambi i lati. Disponiamo le alici su carta oleata e le mettiamo a cuocere in forno a 180° per 10 minuti circa. Chi non volesse utilizzare il forno, può sempre friggerle!

 

Salsa per la pasta:
 
In una padella antiaderente, soffriggere con un buon olio extravergine di oliva il cipollotto tagliato a rondelle sottili (tutto, compresa la parte verde), dividere i pomodorini in quattro, aggiungere i capperi, le olive e fate andare il tutto per 6/7 minuti. In un'altra padella mettete il pane grattugiato a tostarsi per qualche minuto, fino a ottenere un bel colore nocciola. Condire la pasta con la salsa appena preparata. Impiattare e cospargere la porzione con il pane abbrustolito e l'aggiunta di qualche ciuffetto di barba di finocchio. Decorare con quattro alici croccanti a porzione.





Buon appetito!





martedì 26 marzo 2013

PETRONILLA, una food blogger ante litteram.














































Attinge alle ricette del passato, semplici e soprattutto adatte alla cucina di tutti i giorni, questa preziosa testimonianza degli anni venti e trenta tratta da I ricettari di Petronilla, i volumetti informativi che fecero epoca come propaganda di una crescente educazione femminile alla vita domestica.
Petronilla, pseudonimo di Amalia Moretti (Mantova 1872 - Milano 1947), delle sue ricette ne faceva racconti stupendi dal sapore di casa e di famiglia. Nei suoi testi evocava una donna tesa a ricevere ospiti in casa, ad avere cura della propria famiglia e di se stessa, sia negli affari di carattere pratico sia nelle questioni relazionali.
Una sorta di ordinario codice comportamentale, in un paese fondamentalmente radicato nella tradizione rurale, dove ricevere voleva anche poter dire cosa offrire ed in che modo. 


























Pranzetto per la festa di Pasqua 



"... Quando s'avvicinano le Feste cominciano sempre per noi, donne di casa, le «inevitabili preoccupazioni» per gli inevitabili solenni pranzi.

Ho pertanto pensato di venirvi un pò in aiuto, insegnandovi a fabbricare voi stesse una di quelle minestre che, aprendo largamente il borsellino, ognuna può sempre comprar già fatta; ma che, aprendo il borsellino solo per quel tanto che basta a fare uscire una lira, ognuna può fabbricare nella propria cucina, e in quantità bastante per 6 commensali. ...
"  

È questa, una minestra ricercata che ha l'aspetto di palline soffici e rigonfie; che ha il nome pomposo di «pasta reale»; che è leggiera e, quindi, adatta a pranzi grevi di carni; che si serve mettendo le palline nella zuppiera o (meglio) distribuendole nei piatti da minestra e versandovi poi sopra il brodo bollente; e che ha il pregio d'esser sempre pronta sì che, qualora qualche invitato giungesse in ritardo, al suo arrivo la minetra potrà essere tosto portata in tavola.

Se dunque (purchè possediate un forno casalingo) voleste far la prova...



 

La pasta reale
 

Mettete a fuoco in piccola casseruola, mezzo cucchiaio abbondante di burro, mezzo bicchier d'acqua, una presina di sale.


Quando la mistura bollirà, togliere dal fuoco la casseruola e versatevi un cucchiaio colmo di farina bianca.


Con un cucchiaio di legno, mescolate lungamente e fortemente sino a che acqua, burro e farina saranno ben ben ammalgamati.


Rimettete la casseruola al fuoco e, sempre rimestando, lasciatevela per 2 o 3 minuti affinchè un pò d'acqua possa evaporare.


Ritirate dal fuoco la casseruola e, mentre la pasta si andrà lentamente raffreddando, ungete lievemente, con olio, la lastra di latta o le teglie del forno.


Versate poscia nella casseruola un uovo e sbattete e risbattete; e mescolate e rimescolate, per rendere così assai leggera la pasta.
Appena questa vi sembrerà ben bene legata, date un gran fuoco al vostro forno.


Mettete la pasta in un imbuto di tela con all'apice un piccolo imbuto di latta; oppure (se non lo possedete) in carta resistente, accartocciate, e fate nella carta, un foro in basso. Premendo leggermente con la mano, o sulla tela o sulla carta, fate uscire dall'imbuto o dal foro un cilindretto di pasta; tagliatelo, di mano in mano che esce, con la lama del coltello unta di olio; fate così cadere sulla latta (o sulla teglia) tante palline, e distribuitele distanti luna dall'altra un dito.

Infornate nel forno che sarà ormai ben caldo.


Date un'occhiata dopo venti minuti, e troverete una pasta reale che nulla avrà da invidiare, ve l'assicuro, a quella che si suole comprare.





da: RICETTE DI PETRONILLA
      pubblicate nel luglio 1943 da CASA EDITRICE SONZOGNO 


 

sabato 23 aprile 2011

Per fortuna che c’è Pasqua!







































Un'occasione per sorprendere... o restarne piacevolmente travolti.
Coccolandomi come nella piccola età, zia Lina ha preparato la scarcella e mi ha fatto dono della sua personale ricetta.
La ringrazio pubblicamente e condivido con tutti voi il mio regalo pasquale, nella speranza di contagiarvi golosamente di felicità.

Auguri di una Santa Pasqua 2011 a tutti!



La scarcella (SCARCE'DD, il termine dialettale) è un buonissimo dolce della tradizione pugliese. Si prepara in occasione della Santa Pasqua ed è supporto beneaugurante per porgere e regalare l'uovo. Nell'iconografia cristiana l'uovo è il simbolo della Resurrezione, il suo guscio rappresenta la tomba dalla quale fuoriesce un essere vivente. La scarcella, forse per le svariate forme che può assumere (cavallo, bambola, cestino e tutto ciò che la fantasia suggerisce), è particolarmente amata dai bambini. 













































INGREDIENTI per l'impasto:

500 g di Farina "00"
200 g di Zucchero
100 ml di Olio d'oliva extravergine (possibilmente delicato)
2 uova
15 g di Ammoniaca per dolci
1 Limone (non trattato) grattugiato



per la guarnizione:

1 uovo intero (con guscio) per ogni "forma"
Codette
Confettini colorati
1 uovo sbattuto per spennellare la superficie della Scarcella




Preparazione

Sulla spianatoia, disporre la farina a fontana e aggiungere in questo ordine: l'olio, le uova, lo zucchero, il limone e l'ammonica (non abbiate timore del suo pungente odore, a cottura ultimata ogni traccia di amoniaca sarà dispersa). Lavorando la pasta per una decina di minuti, impastare delicatamente e stendere fino ad ottenere una sfoglia dell'altezza di mezzo centimetro. Ora date sfogo alla vostra fantasia, modellando forme di animali o di oggetti, senza dimenticate di posizionare un uovo intero al centro della figura ottenuta fissandolo con due striscioline di pasta disposte a croce. Prima di infornare, spennellare con dell’uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato a 180° finché la superficie non sarà dorata (20-30 minuti circa).






sabato 16 aprile 2011

Orecchiette e Fricelli al ragù di agnello














































Ancora protagonista la Puglia in questa ricetta tipica del territorio. 
Nelle foto, la sublime interpretazione di Orecchiette e Fricelli operata dalla straordinaria zia Lina. Una preparazione di "raffinata semplicità" a cui suggerisco di far ricorso per festeggiare sontuosamete la Pasqua imminente.

Le orecchiette sono il formato di pasta che ha reso la Puglia famosa in tutto il mondo. Se ne fa risalire le origini agli Angioini, i dominatori della Puglia nel Duecento. Il nome orecchiette è quasi sicuramente riconducibile alla forma di piccole orecchie che questa pasta fatta in casa assume. Gli ingredienti per la preparazione sono essenziali: farina di semola di grano duro, sale e acqua.

Preparati con gli stessi ingredienti, i fricelli sono una diversificazione di formato di pasta. Si elaborano rollando pezzettini di impasto sull'apposito ferretto che ne conferisce la caratteristica forma allungata e cava. Vengono tradizionalmente mescolati alle orecchiette, forse per movimentare visivamente l'aspetto del piatto finale.


I Fricelli e le Orecchiette, sono un capolavoro di geometria della pasta.


































Ingredienti per la pasta

300 g di semola rimacinata di grano duro Senatore CAPPELLI
Un pizzico di sale

Preparazione della pasta fatta in casa
 
Versare la semola sul tagliere, aggiungere un pizzico di sale e disporre a fontana per inglobare l'acqua tiepida necessaria per l'impasto. Lavorare quanto basta (una decina di minuti circa) per ottenere una pasta soda e liscia.
Staccate un pezzetto di impasto alla volta e, dopo aver protetto il restante con un canovaccio inumidito, formare dei cordoncini dello spessore di un dito mignolo. Segmentate man mano un pezzetto di cordoncino della misura di un centimetro con la punta arrotondata di un coltello e con lo stesso "strascinate" la pasta con una leggera pressione e rivoltare il ricciolo ottenuto sulla punta del dito pollice. Ecco pronte le orecchiette, da "parcheggiare" sul tagliere o su un canovaccio per "asciugarle" in attesa della cottura.




Per il ragù
600 dl di Passata di pomodoro
100 g di Pancetta tesa di suino
300 g di Carne di agnello
1 Cipolla
1 Bicchiere di vino bianco (Erbaceo IGT _ Colli della Murgia)
Pepe nero macinato al momento
Olio dei Sassi extra vergine di oliva

Preparazione

Tagliare a piccoli pezzi la pancetta tesa, affettare finemente la cipolla, mettere in padella e soffriggere lentamente (a fuoco basso) con un filo di Olio dei Sassi BIO extra vergine di oliva, mescolando frequentemente per evitare che si attacchi al fondo. Quando la pancetta sarà ben sciolta e la cipolla dorata, aggiungere la carne di agnello precedentemente tritata (un tritatacarne, vi garantirà un trito fine e regolare), alzare la fiamma per rosolare il tutto, sfumare con un bicchiere di vino bianco "Erbaceo" e continuare la cottura per 30 minuti con coperchio e a fuoco bassissimo. Aggiungere la passata di pomodoro, un pizzico di sale, una generosa macinata di pepe e proseguire la cottura molto lentamente per un'ora circa.


































Cuocete orecchiette e fricelli in abbondante acqua salata, scolate la pasta al dente e condite con una generosa grattugiata formaggio Canestrato di Moliterno I.G.P. e il ragù di agnello.


Buon appetito, ma soprattutto Buona Pasqua a tutti!





















domenica 5 dicembre 2010

Prelibatezze




Quadrotti di  Perecotogne: il sapore dolce e pastoso della campagna












































Una festa per gli occhi e per il palato, la ghiotta merenda con un gusto che riporta ai sapori dell'infanzia. 

Sono indispensabili alla preparazione, solo questi tre semplicissimi ingredienti:

2 kg di Perecotogne
700 g
di Zucchero semolato (per chilogrammo di purea)


dimenticavo il terzo... un pò di pazienza.










































Dopo aver eliminato con uno straccio la pruina che le ricopre, fate cuocere le perecotogne (con la buccia) in una pentola con acqua, fino a quando avranno raggiunto la consistenza di una patata lessa e con una forchetta riuscirete a raggiungere il torsolo senza alcuna resistenza. 
A questo punto scolatele, conservando l'acqua di cottura, e tagliatele a metà per raffreddarle più rapidamente. Quando le perecotogne si saranno raffreddate, pelatele, eliminate i torsoli, tagliatele a pezzi e passatele al passaverdure col disco a fori piccoli. Riponete la purea in una casseruola, aggiungete un mestolo di acqua di cottura e 700 g di zucchero per chilogrammo di purea ottenuta e fate cuocere a fiamma bassa per circa 60 minuti mescolando quasi di continuo. Sarà pronta quando risulterà una composta soda, omogenea, dalla grana fine e non tenderà più a scivolare, ma resterà attaccata al cucchiaio. 
Stendere la composta in una teglia coperta con la carta forno, pareggiando con una spatola fino ad ottenere approssimativamente uno spessore di un centimetro e mezzo circa. Fate riposare in dispensa per tre, meglio quattro giorni.
Tagliare a quadrotti la cotognata e passare i pezzi nello zucchero.

 










































Se riuscirete a non essere eccessivamente golosi, per nuove gustose tentazioni potrete conservare in scatole di metallo (anche per lungo tempo) i quadrotti di perecotogne avvolti in carta forno.




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sabato 30 ottobre 2010

Un'opera dolce...

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Portano l'autunno in tavola con i suoi colori, i profumi, le atmosfere. 
Benchè disponibili tutto l'anno, è adesso che le mele rivelano il loro miglior sapore, l'inebriante aroma e... 
dispiegano le loro esaltanti qualità in cucina.















































Delizia di Mele


INGREDIENTI:

- kg 1 di Mele FUJI*
- g 200 di Farina
- g 100 di Zucchero
- g 50 di Burro
- 2 Uova
- g 8 di Lievito Vanigliato per Dolci (in polvere)
- la scorza grattugiata di 1 Limone Biologico
- 1 bicchierino di Brandy

 
 * Io ho preferito utilizzare la varietà FUJI, mela di grande dolcezza e straordinaria delicatezza,
   che regge bene la cottura in forno.
   Buone allo scopo anche le GOLDEN e le RENETTA.



PREPARAZIONE:

Lavorate il burro con lo zucchero e quando sarà spumoso, unitevi i tuorli, la farina setacciata, il lievito, il liquore, la scorza di limone e per ultimo gli albumi montati a neve fermissima. 
Imburrate una tortiera, di venti centimetri di diametro, dai bordi piuttosto alti e versateci dentro metà del composto. 
Ora, disponetevi sopra metà delle mele sbucciate e affettate sottili. 
Coprite con l'impasto rimanente e terminate col resto delle mele, facendo attenzione affinchè non tocchino le pareti della tortiera. 
Infornate per circa sessanta minuti a 180°. 
A cottura ultimata sfornare e lasciare raffreddare prima di sevire.
 

Un'opera dolce...
...con cui degustare un morbidissimo passito.


about food





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martedì 22 giugno 2010



NOCINO

Sono incerte le origini del nocino, il tradizionale liquore ottenuto dalla macerazione del mallo della noce in alcool.
Diffuso in diversi paesi europei, il nocino è particolarmente apprezzato in Italia dove conta numerosi estimatori soprattutto in Emilia-Romagna.

Un alone di leggenda, legato alla presenza di streghe e incantesimi, circonda i riti della preparazione del liquore. Tradizionalmente, infatti, le noci venivano raccolte all'alba successiva alla notte di San Giovanni (24 Giugno) e preparate secondo un antico rito familiare. La donna più esperta nella preparazione saliva sull’albero a piedi scalzi e staccava a mano solo le noci migliori  facendo attenzione a non intaccare il mallo.
Il periodo di infusione terminava la vigilia di Ognissanti.














































La Ricetta di nonna Manilla
Antico segreto di famiglia

33 noci da spaccare in quattro pezzi
1 litro di alcool a 95°
1 kg. di zucchero
1 stecca di vaniglia
la buccia (solo la parte gialla) di 1/2 limone, preferibilmente non trattato
5/6 chicchi di caffè
1/2 stecca di cannella in corteccia
5 fiori di macis (fiore della noce moscata)
5 chiodi di garofano
5 grani di coriandolo

Prendere un vaso di vetro a tenuta ermetica, 
e dopo aver mescolato insieme tutti gli ingredienti, esporlo al sole.
Dopo 40/50 giorni, filtrare ed imbottigliare.


Prima di essere consumato 

dovrebbe invecchiare due anni.

Se ci riuscite!


sabato 5 giugno 2010


"Questa sera vado in bianco"

Una straordinaria Maddalena Balsamo
con argomentazioni plausibili, riesce persino a dimostrare che 
la pasta in bianco è come il sesso...