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mercoledì 12 marzo 2014

Iniziativa molto interessante per fare una libro-tappa a Guastalla



 
























Sabato 15 marzo 2014 Diciassettetrenta sarà molto più di un aperitivo letterario ...occasione d'incontro con il famoso autore di thriller storici italiani Carlo Martigli.


Firenze, 1497. 
Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia.
E perché ciò avvenga, l'autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo.
Nel cuore di questi conflitti, l'erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza.
La verità dell'uomo più importante dell'intera storia umana.







Carlo A. Martigli
L' ERETICO

Longanesi
ISBN: 8830431982





"Questo romanzo è un dono di libertà che prima ho fatto a me stesso e che ora porgo al lettore. Leggere rende liberi, e solo da liberi si possono fare scelte consapevoli. Airesis in greco significa appunto scelta, e quindi essere «eretico» vuol dire semplicemente e soltanto essere «colui che sceglie». Nel mondo che vorrei, tutti dovrebbero essere eretici, ciascuno nella propria diversità".
                                                                                                                      
                                                                                                                                     Carlo A. Martigli


                                                                                                                                





L'appuntamento con l'iniziativa, promossa dalla Biblioteca Comunale di Palazzo Frattini, è per le ore 17.30 alla Libreria del Corso.


 

mercoledì 15 gennaio 2014

Dalla prosperità alla fame, senza circostanze attenuanti













































Terninati gli eccessi alimentari che caratterizzano abitualmente le festività natalizie e prima di proiettarci (non solo a chiacchiere) nei ritmi goliardici del carnevale, riprecipitiamo nell'ordinarietà con la lessatura della lattuga e di altri generi di verdura in foglia. 
    
Con l'approccio a una sorta di dieta medioevale, cito una antica ricetta censita da Stefano Scansani che col volume "IL MANGIARE CATTIVO" «guarda all'alimentazione dalla parte della ganascia, attraverso ottantuno mangiari dell'evo bruto».

La pratica della salàta còta (Lattuga cotta) era in uso quando questi ortaggi davano segni di sfinimento, di prossimo appassimento, e nell'orto ormai erano andati in sménsa, cioè quando avevano superato la soglia della commestibilità cruda. Spettava all'acqua bollente ridurre in una mezza poltiglia la salàta brutta di gusto e brutta alla vista. 

La lattuga cotta era una panacea per le donne in stato (interessante), perchè faceva latte. Il nome lactuca spiega tutto. In molti casi le verdure lessate venivano successivamente strizzate e lasciate passare nel burro agliato e cipollato.
 

Ne sanno qualcosa anche gli spinaci, la catalogna, le cime di luppolo i luartìss –, le erbette bianche o bietole o erbette. 

Ma qui siamo sul fine.













































 La roba:
 
Lattuga ormai morta. Acqua. Sale. Burro. Aglio o cipolla. 

Una pignatta, un tegame, una forchetta e un coltello.


La preparazione:

 
Lessate la lattuga (o altri ortaggi in foglia) buttandola nell'acqua salata in ebollizione. Testatela con la forchetta e, non appena è cotta, traetela a riva. Scolatela e strizzatela. Nel tegame soffriggere alcune tuniche di cipolla o un paio di spicchi d'aglio. 

Rimenare e rigirate.

Scrive l'autore: per sfatare alcuni luoghi comuni, si sappia che il perpetuarsi nei secoli del mangiare cattivo non corrisponde a miseria endemica e fame atavica nel senso della dannazione, ma dell'economia chiusa, sempre la stessa.


Il mangiar cattivo era connaturato a quel sistema.



















Stefano Scansani
IL MANGIARE CATTIVO
editoriale SOMETTI (1997)




Per l'ormai difficile reperibilità del volume, suggerisco di cercarlo con pazienza nei mercatini di piccolo antiquariato. 


A ben guardare, con una meticolosa ricerca la rete viene in aiuto e... chi interessato potrebbe cogliere al volo qualche interessante opportunità on line.







 

giovedì 2 gennaio 2014

L'Italia a stecchetto... scenari di situazioni che si ripetono


1956














































Dopo i gelati, che sono stati la fresca e dolce colonna sonora dei giovani della mia generazione, si sono fatte strada le "gelate" a cadenzare (aimè) un percorso col tempo sempre più irto di difficoltà. 
   
...Tra il 1959 ed il 1962 i salari degli operai dell’industria crescono, le esportazioni trainano la crescita, la condizione generale del Paese migliora a vista d’occhio, il benessere si diffonde e sembra inarrestabile. Ma non è così e la prima crisi congiunturale arriva tra il 1963 ed il 1964; il miracolo si ferma, il governo interviene sulla politica monetaria, l’industria non riesce più ad autofinanziarsi e ricorre al credito bancario, il Paese riparte, ma di meno e solo per un po’: il miracolo, di fatto, si ferma lì e non si ripeterà. ...
 
Nello sfogliare il catalogo della mostra "Il Cibo Immaginario 1950-1970 Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola" sono state proprio le immagini della reclame che corredano questo post, a rinfrescare il ricordo e a innescare considerazioni per associazione di idee.


Bellissima l'immagine della Motta, icona di lunghe estati spensierate in cui puntualmente si trovava refrigerio in un ricoperto (gelato fiordilatte ricoperto da uno strato di cioccolato) del costo di 30 lire.

  

1968










































Siamo nel 1968, la rivoluzione è di moda e la matita di Benito Jacovitti scrive Viva Moreno, el gelato revolusionario della Eldorado che costa solo 50 lire.

... Nell’Italia che si è fermata, tutti sono più attenti a quello che si spende, anche per mangiare, e prezzo e risparmio diventano elementi del tutto centrali della pubblicità dei prodotti. ...

Il senso del tempo trascorso... come un interminabile film in bianco e nero che continuiamo a vivere ininterrottamente da troppi anni.


1957, il tempo del gelato alla colonia alpina PADRE COCCHI. Sede estiva Garresio (CN)





























Chi volesse, ha tempo fino al 6 gennaio per esplorare il linguaggio espositivo de Il Cibo Immaginario

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, grazie alla ricerca di Marco Panella, un susseguirsi di materiali cartacei sopravvissuti e recuperati dalla dispersione, cercati e trovati nelle case e nelle cantine, nei mercatini del piccolo modernariato e sui siti di aste telematiche, materiale povero e al tempo stesso ricco di vita vissuta: riviste, dalle quali sono state tratte le inserzioni pubblicitarie, e poi depliant, cataloghi premio, agende per la casa, calendari, locandine, cartoline illustrate, fotografie, figurine e fumetti.

Il senso del tempo, sempre più uguale a se stesso.






venerdì 22 novembre 2013

Le ricette di Donatella, dai piatti della tradizione alle idee per riciclare gli avanzi


Foto Fausto Franzosi
































Alla presenza di un meraviglioso pubblico particolarmente attento e curioso, nell'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di solo due settimane fa, ho piacevolmente dialogato con Donatella delle due pubblicazioni da lei dedicate ai piatti della memoria e agli avanzi come risorsa, entrambe dettate dalla sua grande passione per l'arte di cucinare... ed ecco prendere corpo anche una manifestazione di interesse della Gazzetta di Reggio. Oggi 22 novembre, a pagina quarantasei del quotidiano campeggia nella rubrica I LIBRI DELLA SETTIMANA il pezzo in cui Tiziano Soresina scrive di lei:












































... Due libri di cucina in due anni. Due pubblicazioni molto diverse, con “anime” comunque non commerciali o da fornelli molto televisivi ma poco calati nella realtà di chi lavora e torna a casa ritrovandosi delle bocche da sfamare. Donatella Boccalari, bancaria nata a Luzzara ma che ora vive con la famiglia a Roteglia, fa infatti dell’economia domestica il suo credo e ci “regala” con le sue ricette sia un tuffo nel passato (con il libro “Ti ricordi il profumo del brodo”, edito nel 2011 da Vilmy Montanari), sia un’efficace maniera per combattere gli sprechi da parte di chi ogni giorno si cimenta con padelle e grembiulino (quest’anno ha pubblicato “Avanzo a chi?”). Doveroso inquadrare bene l’autrice. Presentando le sue fatiche letterarie si rivela con efficacia. «Non sono un’esperta cuoca né uno chef. Sono una mamma e moglie _ rimarca _ che lavora fuori casa, fa la spesa troppo spesso di corsa, che ama la cucina e la buona tavola». Poi illustra il suo modo d’agire: «Ho cercato fra le vecchie ricette della tradizione, ho chiesto consigli, ho raccolto appunti e ritagli di giornale che le amiche hanno cercato spesso per me». Insomma un’appassionata di cucina che non perde però di vista il bilancio familiare. Il primo libro si mostra subito come un diario gastronomico attinto dalle ricette di casa (scritte a mano e custodite a Luzzara nei quaderni della nonna e della mamma), ma ben “condito” da raccontini- amarcord che rievocano atmosfere di paese, vecchi sapori, accortezze domestiche. Si legge davvero tutto d’un fiato. I piatti preferiti? Brasati e spezzatini. I prodotti del cuore? Parmigiano-Reggiano e polenta. Nella seconda pubblicazione troviamo, invece, più pragmatismo e meno memoria storica. Ma non è certo un libro freddo, anzi parla di noi e del quotidiano affannarsi fra le pentole, dando consigli, spesso inaspettati, su come “riciclare” gustosamente gli avanzi. Si spazia dal salato al dolce, dai gambi di prezzemolo alle teste del pesce. Un’ultima annotazione: con la cuoca-bancaria è possibile “dialogare” su Internet dove ha un sito (www.donatellaboccalari.it), un indirizzo di posta elettronica (info@donatellaboccalari.it) e un profilo Facebook (“Le ricette di Donatella Boccalari”). 
Ha davvero tante idee e suggerimenti.
Non vi deluderà. ...


da: Gazzetta di Reggio venerdì 22 novembre 2013



venerdì 8 novembre 2013

La scarpetta, ovvero: la prova cruciale di ogni sugo!


Foto © Giulia Scarpaleggia











































Se c'è qualcuno che nutre anche solo per un po' di curiosità sulle pratiche di cucina, o interessato a conoscere riti e costumi della Bassa Reggiana di qualche anno fa, non può perdere l'appuntamento con l'aperitivo letterario Sentimenti e Sapori della NOSTRA CUCINA di domani sabato 9 novembre 2013 presso la Libreria del Corso.


Tanto per entrare in argomento, vi rilascio la ricetta del Soffritto che "in tempi in cui si digerivano anche i sassi" era il tipico e saporito «ragù povero» in terra reggiana.


Soffritto

3 cipolle
3 spicchi d'aglio
200 g di lardo o di pancetta
1 cucchiaio di conserva
poco olio
alcune foglie di basilico
1 presa di sale
1 bicchiere d'acqua calda

Tritate con la mezzaluna le cipolle, l'aglio e il lardo o la pancetta. Mettete questa pestata in un tegamino assieme all'olio e far cuocere, a fuoco molto basso, per mezz'oretta. Integrare con la conserva e l'acqua, salare e cuocere il sugo per 15 minuti.


Per la cortese collaborazione ringrazio Giulia Scarpaleggia (autrice della bellissima foto di apertura) e vi suggerisco la lettura della sua metafora della vita sul battuto, presente nel post dal titolo "il Sugo finto", che include una ricetta di Gabriella Ganugi ...a sua volta anche artefice del fantastico libro di Meditazioni in cucina: La bambina che contava le formiche.



domenica 13 marzo 2011

PRIMO SANGUE. Un libro scomodo


 
Una grande opportunità, quella offerta sabato 12 marzo, nella Biblioteca Civica di Reggiolo, dalla presentazione del libro di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti: PRIMO SANGUE.

Ho visto giovani determinati a riappropriarsi del proprio futuro, difendendo i valori ereditati dal passato. Motivati a estirpare il male a qualunque costo, rafforzati dalla lucida determinazione di difendere il bene comune, la libertà, la giustizia.



Io sono stata costretta a vivere senza mio padre, ma posso andare fiera del suo nome e del suo esempio. 

Io ho avuto dignità, libertà, onore. Basta un niente per perderli.
                    
                                                                      Rosanna Scopelliti





Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti veniva ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxiprocesso di Palermo, apriva di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino. Iniziava così una collaborazione inedita e pericolosissima tra mafia e ’ndrangheta, senza l’assenso della quale non sarebbe stato possibile giustiziare un magistrato in terra calabrese. Eppure il caso fu facilmente insabbiato: i colpevoli, identificati in membri della ’ndrangheta ma, prima ancora, in Totò Riina e Nitto Santapaola quali mandanti, saranno tutti assolti dopo una lunga e dolorosa vicenda processuale. In Primo sangue Aldo Pecora riapre il caso Scopelliti, ricostruendo una vicenda che ancora costituisce una vergogna per le nostre istituzioni, e narrando non solo eventi inediti, ma una storia familiare difficilissima. Il dolore per quella morte tanto feroce porterà con gli anni Rosanna a impegnarsi attivamente, assieme allo stesso Pecora, nel contrasto civile alla ’ndrangheta con l’associazione Ammazzateci Tutti. Nel tentativo, ancora oggi in atto, di fare giustizia anche per la memoria di Antonino Scopelliti.
Delitto Scopelliti: l’omicidio, ancora oggi senza colpevoli, del giudice che non volle trattare.
Il patto segreto tra ’ndrangheta e Cosa Nostra che aprì la stagione delle stragi. Interviste esclusive a Salvatore Boemi e Nicola Gratteri.


























Aldo Pecora
PRIMO SANGUE


BUR rizzoli

10,50 euro
 
Prima edizione: 2010


ISBN: 17043892
 



A chi si indigna.
A chi ancora crede che vivere onestamente sia utile.






Ma dove sta la verità? E' come una rocca
situata in cima a un monte e l'uomo non ha ali
per raggiungerla. Egli non può che aprirsi
la strada a fatica, su per le pareti, e spesso
si smarrisce e spesso si insanguina le mani.
Ciò che lo guida, ciò che lo conforta
e lo sorregge è la bellezza di quelle meta
che gli risplende da lontano.
 

                                      Antonino Scopelliti