domenica 14 ottobre 2012
Trabatello mobile FAI DA TE: l'essenzialità che migliora la qualità della vita.
Salvata dalla rottamazione, e nonostante l'apparenza... ancora con un motore perfettamente funzionante, ecco ritornare a nuova e dignitosa vita l'attempata "126" che il signor Gino ha recuperato e destinato a un autenticamente originale ruolo di servizio.
Dopo aver provato in prima persona la scomodità e la fatica di quanto comporta il lavoro di potatura della siepe di casa: monta sulla scala - taglia - smonta dalla scala - sposta la scala - monta sulla scala - taglia - smonta dalla scala... il signor Gino ha pensato bene di aguzzare l'ingegno e con una rete da letto (anch'essa di recupero) ha rinforzato la capotte dell'utilitaria per supportare un ampio trabatello, reso finalmente "motorizzato".
Una geniale soluzione a costo zero messa a punto per aumentare alla grande la superficie operativa per il lavoro in quota e limitare il su e giù per lo spostamento del mezzo che nonostante gli anni (sempre in moto e pronto allo spostamento) mantiene un silenziosissimo, quanto invidiabile regime minimo di giri. Imbattersi in questa singolare applicazione di recupero e fare la conoscenza del suo inventore, è stata una ulteriore esperienza diretta che conferma l'originalità di certi "rustici" personaggi che per nostra fortuna continuano a popolare felicemente le terre della Bassa.
mercoledì 5 settembre 2012
"TANTI SALUTI", il tema della morte al di fuori del dramma.

In occasione del 15°anno di attività del volontariato oncologico Siamo con Te di Correggio e della costituzione dell'Associazione NOI per l'HOSPICE di Guastalla
INVITO A TEATRO PER UNA SERATA SPECIALE
... con uno spettacolo teatrale che offre l'opportunità di esplorare il tema del morire ai nostri tempi. Argomento delicato e scomodo quello della morte, grande tabù della società occidentale nella quale il mistero dell'esistenza si è medicalizzato...
TANTI SALUTI
Un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso
Attraverso una ricerca di tipo sociologico, TANTI SALUTI esplora il tema del morire:
...metabolizzato grazie alle testimonianze e ai racconti dei diretti protagonisti: medici, infermieri, familiari e morenti
...incontrato nei luoghi del morire: ospizi, ospedali, hospice, case
...indagato nelle sue nuove declinazioni: cure palliative, accanimento terapeutico, protocolli di rianimazione, eutanasia
...raccolto nelle testimonianze di chi è stato così vicino al punto della morte da non averne più alcun timore.
domenica 22 luglio 2012
Una questione di smalto
Citazione casalinga: Smalterie Metallurgiche Emiliane di Guastalla
Abitare Le idee
da: Corriere della Sera _ sabato 21 luglio 2012
sabato 23 giugno 2012
Risotto al melone... quasi alla maniera di UGO!
Una ricetta che prova a interpretare le annotazioni di un genio della comicità... con "la cucina nel sangue".
Omaggio al melone (uno dei sublimi prodotti della Bassa) è vero, ma soprattutto riconoscente dedica al mitico Ugo Tognazzi, uomo di spettacolo genuino come la sua terra.
Ingredienti per 4 persone:
- 280 g. di riso
- 1 melone
- 1 scalogno
- 1 l. di brodo
- 1/2 bicchiere di panna
- 80 g. di burro
- 4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
- 1 bicchiere di Barolo Chinato
- 100 g. di Culaccia
- sale

Procedimento:
Pulire il melone e ridurlo a dadini da mettere a macerare nel Barolo Chinato (la sua nota amara sarà perfetta con il contrasto dolce del melone). Tagliare a filetti della Culaccia. Far soffriggere in 40 g. di burro lo scalogno tritato, senza colorire. Aggiungere il Barolo Chinato (recuperato scolando i dadini di melone, che vanno tenuti da parte) e far evaporare. Versare il riso e cuocerlo con mestolate di brodo, dopo 10 minuti amalgamare la panna. A fine cottura aggiungere il melone, la Culaccia ®, e mantecare con i restanti 40 g. di burro. Servire con Parmigiano Reggiano (a parte) e una generosa macinata di pepe nero da mulinello.
Per gli occhi un trionfo di colori, che incorpora in varie consistenze per il palato, le dolci esaltazioni dal gusto estivo.
Chapeau al grande UGO!
Questa ricetta partecipa al Contest MELONE E ANGURIA di About Food.
Glossarietto:
Barolo Chinato
Culaccia ®
Melone
venerdì 8 giugno 2012
FOTOANNOTAZIONI: un gustoso e frizzante esempio di co-marketing, sontuoso biglietto da visita dell'Emilia a tavola
Questa singolare immagine dai canoni tutti felliniani, è stata realizzata nell'ultima edizione del CIBUS (il salone internazionale dell'alimentazione) e documenta la straordinaria sinergia (sviluppata con naturale semplicità) per promuovere le bollicine del noto lambrusco delle Cantine CECI con l'accompagnamento dei morbidi sapori del prosciutto dolce di Parma.
Guest star dello spumeggiante gazebo allestito per l'occasione fieristica: Luciano, l'affettatore di cosce, con tutta la simpatia e la presenza di cui è maestro.
APPLAUSI!!!
Etichette:
Cantine CECI,
Donato Natuzzi,
Emilia a tavola,
FOTOANNOTAZIONI,
Guest star,
Gusto,
L'affettatore di cosce,
Luciano,
Prosciutto dolce di Parma
giovedì 7 giugno 2012
La città è provata
Risale al 7 aprile 2012 la pubblicazione di questa intervista su il Giornale di Reggio.
A distanza di soli due mesi da quella data, provati nel frattempo dal forte sisma che ha sbriciolato molte nostre certezze, ora è forte solo il desiderio di riappropriarsi della normalità.
mercoledì 6 giugno 2012
In bicicletta, alla scoperta della Bassa Parmense
![]() |
| La BiciBassa sulla ciclabile del Taro |
Della domenica ciclabile, trascorsa in compagnia degli amici de La BiciBassa, mi soffermo fotograficamente solo con alcune immagini realizzate sul percorso del Romanico in provincia di Parma:
![]() |
| Pieve di San Genesio |
San Secondo
Pieve di San Genesio
Secolo XI -XIII
... Documentata già nel 1084, la chiesa di San Genesio viene citata per la prima volta come pieve nel 1195 e nel 1230 le fanno capo undici cappelle, in un territorio che si estende alla sinistra del Taro, dalla via Emilia al Po.
La sua vicenda costruttiva è complessa e non del tutto chiarita; nell'edificio attuale si possono distinguere due fasi. Una prima chiesa, a tre navate chiuse da absidi e cripta, viene realizzata nel secolo XI. A questa prima struttura appartengono la fascia inferiore degli absidi, in mattoni romani riutilizzati, e frammenti di pavimento. Nel XIII secolo, forse a seguito di un'alluvione del Taro che alza il piano di campagna, l'edificio viene ricostruito sopra la chiesa precedente, ricalcandone la pianta, a tre navate di sette campate e tre absidi. L'edificio attuale si deve in gran parte a questa seconda fase costruttiva. Dopo essere stata nel XIII secolo una delle pievi più importanti del parmense, San Genesio conosce una lenta decadenza a partire dal 1470, quando nel nuovo centro di San Secondo, da poco fondato da Pier Maria Rossi, viene creata la parrocchia dell'Annunciazione. Nel 1787 la grande chiesa duecentesca, ormai inutilizzata, viene ridotta con la demolizione della facciata e delle prime tre campate, mentre nelle navate laterali vengono ricavate un'abitazione e un magazzino. I restauri condotti negli anni 1967-72 hanno rimesso in luce le trutture duecentesche. Oggi la chiesa sorge isolata tra campi e canali, in un contesto simile alla campagna medievale in cui è stata costruita quasi dieci secoli fa...
Per quanto riguarda tutti gli altri dettagli di una memorabile giornata... suggerisco una visita all'indirizzo La BiciBassa
Etichette:
Bicicletta,
Campagna medievale,
Donato Natuzzi,
Fotografia,
La BiciBassa,
Luoghi comuni,
Parma,
Pieve di San Genesio,
Romanico,
San Secondo,
Segni Evidenti,
Weekend
Iscriviti a:
Post (Atom)





















