giovedì 11 aprile 2013

Una serata da non mancare















































Cronaca di Guastalla 1806-1823

28 luglio 1817


“ ... Si cominciò in Duomo a costruire l’Ancona nell’altare che prima era di S. Omobono, per riporvi l’immagine della B. V. del Castello che una volta era nella propria chiesa detta dei Teatini, facendola a scagliola, levando la primaria Ancona ch’era di marmo fatta costruire dall’arte dei sarti che l’avevano comperata a Mantova in occasione della soppressione di qualche convento prima del 1800. L’artefice è Giorgio de Giorni. La mensa ed i gradini dell’altare tutti di marmo rimangono come prima. La spesa viene sostenuta dai Divoti, particolarmente da quelli ch’era concorsi a comperare l’immagine nel 1805, ed il lavoro venne finito nella prima metà di maggio del 1818 ...”.
 

Girolamo Cattaneo

Biblioteca Maldotti Guastalla, Fondo Galvani, b.82






mercoledì 10 aprile 2013

L'albero della speranza


































In questi tristi tempi di crisi il lavoro prevalente è diventato il cercare lavoro.

Sono in costante aumento le persone quotidianamente impegnate nella disperata ricerca di una soluzione per sbarcare il lunario. 


Spesso si affidano agli alberi del verde urbano, per innalzare il loro "grido di dolore" nella speranza di riuscire a incrociare la domanda con l'offerta. 

Nelle offerte c'è di tutto, ma nonostante la buona visibilità il ritorno resta drammaticamente nullo.





























Nella foto, un piccolo annuncio "adeguato ai tempi".





venerdì 5 aprile 2013

Mi farà male il grasso del prosciutto?





Un racconto proiettato verso un nuovo giorno all’insegna della sorpresa e della creatività.



Musicisti:
Mirco Riccò Panciroli, Ovidio bigi, marco Colli, Franco Schiatti, Andrea Ascolini, Sergio Guidetti
 
Voce solista:
Francesca Seminara
 
Voci recitanti:
Antonietta Centoducati, Mario Stefanini, Elis Bassi
 
Ballerini:
Giulia Bassi, Umberto Federico
 
Scene:
Franco Fajeti, Elis Bassi
 
Tecnici audio/video/luci:
Marco Chiussi, Rita Tonini, Silvia Severi
 
Regia:
Elis Bassi



Con questo adattamento teatrale dall'omonimo diario: Mi farà male il grasso del prosciutto? Elis Bassi (autore-musicista reggiano) dipana una vicenda umana e toccante, attraverso il racconto della sua vita, della malattia che l’ha colpito e del periodo di ricovero in ospedale presso il reparto di ematologia. 

Uno spettacolo bello, divertente, commovente, in cui si mescolano recitazione, danza e buona musica. 
 
Sabato 6 aprile, alle ore 21.00
grazie all'organizzazione di Associazione  Siamo con te Onlus 
e Gr.A.D.E Onlus, con il patrocinio del Comune di Correggio 
lo spettacolo diretto da Elis Bassi
andrà in scena al Teatro ASIOLI di Correggio (RE)

Ingresso € 10,00
 
Biglietteria Teatro 0522 637813

L’INCASSO DELLA SERATA SARÀ INTERAMENTE DEVOLUTO ALLE DUE ONLUS







Con le parole di Morena Fanti dal suo blog Solo io e il silenzio


" ... Spesso la vita ci spinge in una direzione che non è quella programmata da noi e ci scaraventa in un luogo che sembra senza uscita. Ma ogni strada ha un possibile bivio, una svolta alternativa che possiamo percorrere.
È la scelta che fa la differenza.
Anche Elis Bassi ha scelto. Non la sua malattia, un
Linfoma non Hodgkin, non il percorso terapeutico – otto cicli di chemio che sconquassa il corpo -, non i dolori, la debolezza fisica, l’insicurezza che deriva dalla malattia e dal non sapere come evolverà. Elis Bassi ha scelto di vivere nonostante tutto questo: la scelta più bella e coraggiosa che si possa fare ... ".





Buona serata a Teatro!







 

martedì 26 marzo 2013

PETRONILLA, una food blogger ante litteram.














































Attinge alle ricette del passato, semplici e soprattutto adatte alla cucina di tutti i giorni, questa preziosa testimonianza degli anni venti e trenta tratta da I ricettari di Petronilla, i volumetti informativi che fecero epoca come propaganda di una crescente educazione femminile alla vita domestica.
Petronilla, pseudonimo di Amalia Moretti (Mantova 1872 - Milano 1947), delle sue ricette ne faceva racconti stupendi dal sapore di casa e di famiglia. Nei suoi testi evocava una donna tesa a ricevere ospiti in casa, ad avere cura della propria famiglia e di se stessa, sia negli affari di carattere pratico sia nelle questioni relazionali.
Una sorta di ordinario codice comportamentale, in un paese fondamentalmente radicato nella tradizione rurale, dove ricevere voleva anche poter dire cosa offrire ed in che modo. 


























Pranzetto per la festa di Pasqua 



"... Quando s'avvicinano le Feste cominciano sempre per noi, donne di casa, le «inevitabili preoccupazioni» per gli inevitabili solenni pranzi.

Ho pertanto pensato di venirvi un pò in aiuto, insegnandovi a fabbricare voi stesse una di quelle minestre che, aprendo largamente il borsellino, ognuna può sempre comprar già fatta; ma che, aprendo il borsellino solo per quel tanto che basta a fare uscire una lira, ognuna può fabbricare nella propria cucina, e in quantità bastante per 6 commensali. ...
"  

È questa, una minestra ricercata che ha l'aspetto di palline soffici e rigonfie; che ha il nome pomposo di «pasta reale»; che è leggiera e, quindi, adatta a pranzi grevi di carni; che si serve mettendo le palline nella zuppiera o (meglio) distribuendole nei piatti da minestra e versandovi poi sopra il brodo bollente; e che ha il pregio d'esser sempre pronta sì che, qualora qualche invitato giungesse in ritardo, al suo arrivo la minetra potrà essere tosto portata in tavola.

Se dunque (purchè possediate un forno casalingo) voleste far la prova...



 

La pasta reale
 

Mettete a fuoco in piccola casseruola, mezzo cucchiaio abbondante di burro, mezzo bicchier d'acqua, una presina di sale.


Quando la mistura bollirà, togliere dal fuoco la casseruola e versatevi un cucchiaio colmo di farina bianca.


Con un cucchiaio di legno, mescolate lungamente e fortemente sino a che acqua, burro e farina saranno ben ben ammalgamati.


Rimettete la casseruola al fuoco e, sempre rimestando, lasciatevela per 2 o 3 minuti affinchè un pò d'acqua possa evaporare.


Ritirate dal fuoco la casseruola e, mentre la pasta si andrà lentamente raffreddando, ungete lievemente, con olio, la lastra di latta o le teglie del forno.


Versate poscia nella casseruola un uovo e sbattete e risbattete; e mescolate e rimescolate, per rendere così assai leggera la pasta.
Appena questa vi sembrerà ben bene legata, date un gran fuoco al vostro forno.


Mettete la pasta in un imbuto di tela con all'apice un piccolo imbuto di latta; oppure (se non lo possedete) in carta resistente, accartocciate, e fate nella carta, un foro in basso. Premendo leggermente con la mano, o sulla tela o sulla carta, fate uscire dall'imbuto o dal foro un cilindretto di pasta; tagliatelo, di mano in mano che esce, con la lama del coltello unta di olio; fate così cadere sulla latta (o sulla teglia) tante palline, e distribuitele distanti luna dall'altra un dito.

Infornate nel forno che sarà ormai ben caldo.


Date un'occhiata dopo venti minuti, e troverete una pasta reale che nulla avrà da invidiare, ve l'assicuro, a quella che si suole comprare.





da: RICETTE DI PETRONILLA
      pubblicate nel luglio 1943 da CASA EDITRICE SONZOGNO 


 

martedì 12 febbraio 2013

Quel pizzico di follia che colora la vita...














































Con un pò di ironia e la complicità di Milo Manara, mi maschero idealmente nei "panni" di una sexy foodblogger e rilascio ad amiche e ad amici della rete la ricetta delle golose Castagnole, ultima possibilità da mettere in gioco prima della quaresima per chiudere in bellezza il giorno di martedì grasso.



Le Castagnole

Originarie dell’Emilia Romagna, le Castagnole (note anche con il termine di Favette) insieme alle Chiacchiere sono tra i mitici dolci fritti tipici del Carnevale che trovano infinite declinazioni in molte zone d'Italia. Poi, si sà, non tutte le ricette sono uguali. Addirittura si modificano e si perfezionano di casa in casa grazie all'apporto di un piccolo "quid" che può fare la differenza ma che in tutti i casi soddisfa sicuramente il gusto personale. Morbide e profumate nell'aspetto, sono semplici da preparare e golosamente divertenti. 

Provate per credete!
 









































Gli ingredienti:

450 g di farina
100 g di zucchero
50 g di strutto
1 bustina di lievito in polvere
Liquore Sassolino
Vino bianco secco
1 bustina di vanillina
2 uova
Una presa di sale
Zucchero vanigliato (per spolverizzare prima di servire)




La preparazione:

Collocare sulla spianatoia la farina, lo zucchero, la presa di sale, le uova, lo strutto ammorbidito e spezzettato, tre cucchiai di Sassolino. Ammalgamare gli ingredienti, impastandoli con il vino bianco, fino ad ottenere una pasta di consistenza né troppo dura né troppo molle. Lavoratela rapidamente con le mani, poi tagliatene un pezzetto alla volta che arrotolerete fino ad ottenere un cilindretto della grossezza di un dito pollice che ridurrete a cubetti della dimensione di due centimetri. Ora, cercate di dare ai cubetti una forma sferica e tuffate in abbondante olio misto a strutto. Friggete accuratamente, pescandole quando vengono a galla e sono appena rosate. Far sgocciolare per bene dall'unto in eccesso utilizzando della comune carta da cucina e dopo qualche minuto spolverizzare con zucchero vanigliato.
 

Ringrazio pubblicamente, per la cortese collaborazione, Pici e Castagne autrice sia della foto a corredo sia di un interessante post (sempre con le Castagnole) che invito a leggere.





venerdì 8 febbraio 2013

A Scuola con il grembiule




Giovedì 21 e 28 febbraio 2013 tornano alla Scuola dell'Infanzia Bambino Gesù gli Incontri Formativi per Genitori.

Questa volta con un corso pratico per "sporcarsi le mani" e riappropriarsi del piacere per il cibo giusto e della sua preparazione.


Negli ultimi decenni, le nostre abitudini alimentari e l'alimentazione stessa, sono radicalmente cambiate, passando da un'alimentazione basata principalmente su cereali, legumi, verdure, poca carne, ad un'alimentazione meno equilibrata, precotta, raffinata, manipolata, conservata e frenetica. Proprio questa frenesia ha portato a scegliere alimenti con le caratteristiche appena citate, a scapito spesso della qualità e del piacere per il cibo e della sua preparazione.


Grazie a Roberta Notari e alle sue genuine preparazioni, alimenti semplici e naturali ci restituiranno i sapori di un tempo, ben lontani da molti alimenti quotidiani che hanno come unico effetto quello di fornire calorie ma non elementi nutritivi di cui il nostro corpo ha bisogno.


Con l'esperienza e l'adeguato coinvolgimento, anche i bambini saranno molto più invogliati a mangiare (sempre senza forzarli) se il cibo gli verrà proposto in modo tale da stimolare la loro fantasia. 


Sono pronto a scommettere che adottando piccoli pratici suggerimenti i vostri bambini presto vi chiederanno: mamma quando mi fai ancora... 

 
Del resto, noi tutti
ricordiamo i mitici piatti dell'infanzia e dell'adolescenza ormai fissati in modo indelebile nella memoria!