martedì 26 marzo 2013

PETRONILLA, una food blogger ante litteram.














































Attinge alle ricette del passato, semplici e soprattutto adatte alla cucina di tutti i giorni, questa preziosa testimonianza degli anni venti e trenta tratta da I ricettari di Petronilla, i volumetti informativi che fecero epoca come propaganda di una crescente educazione femminile alla vita domestica.
Petronilla, pseudonimo di Amalia Moretti (Mantova 1872 - Milano 1947), delle sue ricette ne faceva racconti stupendi dal sapore di casa e di famiglia. Nei suoi testi evocava una donna tesa a ricevere ospiti in casa, ad avere cura della propria famiglia e di se stessa, sia negli affari di carattere pratico sia nelle questioni relazionali.
Una sorta di ordinario codice comportamentale, in un paese fondamentalmente radicato nella tradizione rurale, dove ricevere voleva anche poter dire cosa offrire ed in che modo. 


























Pranzetto per la festa di Pasqua 



"... Quando s'avvicinano le Feste cominciano sempre per noi, donne di casa, le «inevitabili preoccupazioni» per gli inevitabili solenni pranzi.

Ho pertanto pensato di venirvi un pò in aiuto, insegnandovi a fabbricare voi stesse una di quelle minestre che, aprendo largamente il borsellino, ognuna può sempre comprar già fatta; ma che, aprendo il borsellino solo per quel tanto che basta a fare uscire una lira, ognuna può fabbricare nella propria cucina, e in quantità bastante per 6 commensali. ...
"  

È questa, una minestra ricercata che ha l'aspetto di palline soffici e rigonfie; che ha il nome pomposo di «pasta reale»; che è leggiera e, quindi, adatta a pranzi grevi di carni; che si serve mettendo le palline nella zuppiera o (meglio) distribuendole nei piatti da minestra e versandovi poi sopra il brodo bollente; e che ha il pregio d'esser sempre pronta sì che, qualora qualche invitato giungesse in ritardo, al suo arrivo la minetra potrà essere tosto portata in tavola.

Se dunque (purchè possediate un forno casalingo) voleste far la prova...



 

La pasta reale
 

Mettete a fuoco in piccola casseruola, mezzo cucchiaio abbondante di burro, mezzo bicchier d'acqua, una presina di sale.


Quando la mistura bollirà, togliere dal fuoco la casseruola e versatevi un cucchiaio colmo di farina bianca.


Con un cucchiaio di legno, mescolate lungamente e fortemente sino a che acqua, burro e farina saranno ben ben ammalgamati.


Rimettete la casseruola al fuoco e, sempre rimestando, lasciatevela per 2 o 3 minuti affinchè un pò d'acqua possa evaporare.


Ritirate dal fuoco la casseruola e, mentre la pasta si andrà lentamente raffreddando, ungete lievemente, con olio, la lastra di latta o le teglie del forno.


Versate poscia nella casseruola un uovo e sbattete e risbattete; e mescolate e rimescolate, per rendere così assai leggera la pasta.
Appena questa vi sembrerà ben bene legata, date un gran fuoco al vostro forno.


Mettete la pasta in un imbuto di tela con all'apice un piccolo imbuto di latta; oppure (se non lo possedete) in carta resistente, accartocciate, e fate nella carta, un foro in basso. Premendo leggermente con la mano, o sulla tela o sulla carta, fate uscire dall'imbuto o dal foro un cilindretto di pasta; tagliatelo, di mano in mano che esce, con la lama del coltello unta di olio; fate così cadere sulla latta (o sulla teglia) tante palline, e distribuitele distanti luna dall'altra un dito.

Infornate nel forno che sarà ormai ben caldo.


Date un'occhiata dopo venti minuti, e troverete una pasta reale che nulla avrà da invidiare, ve l'assicuro, a quella che si suole comprare.





da: RICETTE DI PETRONILLA
      pubblicate nel luglio 1943 da CASA EDITRICE SONZOGNO 


 

martedì 12 febbraio 2013

Quel pizzico di follia che colora la vita...














































Con un pò di ironia e la complicità di Milo Manara, mi maschero idealmente nei "panni" di una sexy foodblogger e rilascio ad amiche e ad amici della rete la ricetta delle golose Castagnole, ultima possibilità da mettere in gioco prima della quaresima per chiudere in bellezza il giorno di martedì grasso.



Le Castagnole

Originarie dell’Emilia Romagna, le Castagnole (note anche con il termine di Favette) insieme alle Chiacchiere sono tra i mitici dolci fritti tipici del Carnevale che trovano infinite declinazioni in molte zone d'Italia. Poi, si sà, non tutte le ricette sono uguali. Addirittura si modificano e si perfezionano di casa in casa grazie all'apporto di un piccolo "quid" che può fare la differenza ma che in tutti i casi soddisfa sicuramente il gusto personale. Morbide e profumate nell'aspetto, sono semplici da preparare e golosamente divertenti. 

Provate per credete!
 









































Gli ingredienti:

450 g di farina
100 g di zucchero
50 g di strutto
1 bustina di lievito in polvere
Liquore Sassolino
Vino bianco secco
1 bustina di vanillina
2 uova
Una presa di sale
Zucchero vanigliato (per spolverizzare prima di servire)




La preparazione:

Collocare sulla spianatoia la farina, lo zucchero, la presa di sale, le uova, lo strutto ammorbidito e spezzettato, tre cucchiai di Sassolino. Ammalgamare gli ingredienti, impastandoli con il vino bianco, fino ad ottenere una pasta di consistenza né troppo dura né troppo molle. Lavoratela rapidamente con le mani, poi tagliatene un pezzetto alla volta che arrotolerete fino ad ottenere un cilindretto della grossezza di un dito pollice che ridurrete a cubetti della dimensione di due centimetri. Ora, cercate di dare ai cubetti una forma sferica e tuffate in abbondante olio misto a strutto. Friggete accuratamente, pescandole quando vengono a galla e sono appena rosate. Far sgocciolare per bene dall'unto in eccesso utilizzando della comune carta da cucina e dopo qualche minuto spolverizzare con zucchero vanigliato.
 

Ringrazio pubblicamente, per la cortese collaborazione, Pici e Castagne autrice sia della foto a corredo sia di un interessante post (sempre con le Castagnole) che invito a leggere.





venerdì 8 febbraio 2013

A Scuola con il grembiule




Giovedì 21 e 28 febbraio 2013 tornano alla Scuola dell'Infanzia Bambino Gesù gli Incontri Formativi per Genitori.

Questa volta con un corso pratico per "sporcarsi le mani" e riappropriarsi del piacere per il cibo giusto e della sua preparazione.


Negli ultimi decenni, le nostre abitudini alimentari e l'alimentazione stessa, sono radicalmente cambiate, passando da un'alimentazione basata principalmente su cereali, legumi, verdure, poca carne, ad un'alimentazione meno equilibrata, precotta, raffinata, manipolata, conservata e frenetica. Proprio questa frenesia ha portato a scegliere alimenti con le caratteristiche appena citate, a scapito spesso della qualità e del piacere per il cibo e della sua preparazione.


Grazie a Roberta Notari e alle sue genuine preparazioni, alimenti semplici e naturali ci restituiranno i sapori di un tempo, ben lontani da molti alimenti quotidiani che hanno come unico effetto quello di fornire calorie ma non elementi nutritivi di cui il nostro corpo ha bisogno.


Con l'esperienza e l'adeguato coinvolgimento, anche i bambini saranno molto più invogliati a mangiare (sempre senza forzarli) se il cibo gli verrà proposto in modo tale da stimolare la loro fantasia. 


Sono pronto a scommettere che adottando piccoli pratici suggerimenti i vostri bambini presto vi chiederanno: mamma quando mi fai ancora... 

 
Del resto, noi tutti
ricordiamo i mitici piatti dell'infanzia e dell'adolescenza ormai fissati in modo indelebile nella memoria!




giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: "Le Chiacchiere"



Questo post vuole essere un piccolo contributo alla straordinaria iniziativa Liberiamo una Ricetta
 

























Il carnevale come festa che nasce dalla tradizione contadina, rito di buon auspicio per il passaggio a una stagione feconda dopo il lungo inverno. Dolci fritti come cibo di allegria e di trasgressione che si apparentano in giro per l'Italia sotto vari nomi: Intrigoni, Frappe, Chiacchiere, Galani, Cenci, Grostoli...








































Ingredienti
 
Cinque etti di farina, tre uova intere + un tuorlo, settanta grammi di zucchero, cinquanta grammi di burro, un bicchierino di anisetta o di grappa, un pizzico di bicarbonato, un pizzico di sale, olio per friggere, zucchero a velo per decorare.



Preparazione

 
Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il burro, l'anisetta, un pizzico di bicarbonato e sale ...fino a formare una pasta liscia, omogenea e abbastanza soda che lascerete riposare in luogo fresco per trenta minuti prima della fase successiva. Tirarla abbastanza sottile con il mattarello (la canèla in dialetto guastallese), e con la rotella dentata tagliare dei rettangoli larghi tre o quattro dita e lunghi cinque o sei. All'interno di ogni rettangolo praticare, sempre con la rotella, dei solchi o tagli per il lungo. Intrecciate con le dita le varie listarelle interne, formando una specie di intreccio. A questo punto tuffare "le Chiacchiere" in padella e friggere come tradizione vuole nello strutto bollente, in alternativa in olio di semi di arachide. Appena sono dorate si estraggono e si pongono su carta gialla (o comunque, assorbente) a sgocciolare dell'unto in eccesso 

...poi si spolverizzano con lo zucchero a velo, e si salvi chi può!




















"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".


 

lunedì 31 dicembre 2012

2013 l'anno del coraggio!














































Questa vecchia (ma non troppo, a ben guardare) copertina del magazine THE NEW YORKER ben sintetizza il realistico entusiasmo di quei pochi minuti alla mezzanotte che segnano il labile passaggio da un anno all'altro.

In prossimità del 2013 il mio pensiero corre nuovamente a tutte le persone sole... e a quanti, per le strade del mondo, si arrabattano alla meglio nel tentativo di rimediare qualcosa con cui sopravvivere.

Per tutti, possa il nuovo anno almeno non essere avaro di salute e solidarietà.






Immagine tratta da: http://archives.newyorker.com/?i=1999-12-27

martedì 25 dicembre 2012

...è NATALE!


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURI a tutti coloro che passeranno di qui.