mercoledì 7 maggio 2014

Gnocchi di Patate ...per scandire il tempo dell'attesa






Mancano poche ore alla Gnoccata, il tradizionale rito di piazza che nei giorni 9/10/11 maggio si fa festa di popolo a Guastalla. 

In attesa di mettere mano alla forchetta per la pantagruelica mangiata in onore di Sua Eccellenza Illustrissima il Re dei Gnocchi Serpo XIII, suggerisco la ricetta degli GNOCCHI DI PATATE così come li prepara la mia mamma. 

Una giusta pratica di quanti, determinati a mantenere l'allenamento mandibolare, possono adottarla come training per farsi trovare rodati all'evento e ben figurare alla corte di Gnocconia.



Ingredienti:

400 g di farina
1 kg di Patate
1 uovo
30 g di Burro
Parmigiano Reggiano





Procedimento:

Bollire le patate in acqua salata, poi sbucciarle e passarle per lo schiacciapatate. Disporre la farina a fontana mettendoci al centro le patate, l'uovo e il burro, iniziando a impastare il tutto. Della pasta così ottenuta fare tanti sfilatini grossi quanto un dito, da tagliare in tocchetti della lunghezza ci circa 2-3 centimetri. Passarli ad uno ad uno contro i rebbi di una forchetta per ottenere gli gnocchi, da cuocere in acqua bollente salata. Scolarli appena vengono a galla e condirli in una zuppiera con il ragù e abbondande Parmigiano Reggiano grattugiato. 


Servire caldissimi.






Cliccate QUI per il programma della manifestazione.

mercoledì 12 marzo 2014

Iniziativa molto interessante per fare una libro-tappa a Guastalla



 
























Sabato 15 marzo 2014 Diciassettetrenta sarà molto più di un aperitivo letterario ...occasione d'incontro con il famoso autore di thriller storici italiani Carlo Martigli.


Firenze, 1497. 
Pico della Mirandola è morto e con lui il suo sogno di unificare le religioni monoteistiche. Restano soltanto i roghi: a bruciare beni terreni e a incendiare le coscienze è Girolamo Savonarola, che ora governa la repubblica fiorentina col ferro e con il fuoco perché il sogno di Pico soffochi e scompaia per sempre. Ed è ciò che vogliono anche i Borgia, che dal soglio papale di una Roma affogata nel vizio e nei delitti muovono oscure trame di congiura e di conquista. Il sogno di papa Alessandro VI e di Cesare, figlio prediletto e maledetto, è di rendere il papato una dinastia.
E perché ciò avvenga, l'autorità della religione cristiana non può essere minata in alcun modo.
Nel cuore di questi conflitti, l'erede del pensiero di Pico, Ferruccio de Mola, è costretto a combattere ancora una volta, per salvare ciò che gli è più caro: la moglie Leonora. Soltanto lui, anche contro la propria volontà, può impedire che un mondo intero crolli su se stesso. Perché dal lontano Oriente, un anziano monaco e una giovane donna hanno intrapreso un viaggio che li condurrà nel cuore della città eterna. E portano con loro anche un libro misterioso, antico e potente. Un libro che contiene una parola dimenticata, una verità da sempre nascosta con la forza.
La verità dell'uomo più importante dell'intera storia umana.







Carlo A. Martigli
L' ERETICO

Longanesi
ISBN: 8830431982





"Questo romanzo è un dono di libertà che prima ho fatto a me stesso e che ora porgo al lettore. Leggere rende liberi, e solo da liberi si possono fare scelte consapevoli. Airesis in greco significa appunto scelta, e quindi essere «eretico» vuol dire semplicemente e soltanto essere «colui che sceglie». Nel mondo che vorrei, tutti dovrebbero essere eretici, ciascuno nella propria diversità".
                                                                                                                      
                                                                                                                                     Carlo A. Martigli


                                                                                                                                





L'appuntamento con l'iniziativa, promossa dalla Biblioteca Comunale di Palazzo Frattini, è per le ore 17.30 alla Libreria del Corso.


 

mercoledì 22 gennaio 2014

Anche questo è PANE FRESCO!




Una vetrina di golosi abbinamenti tutti all'insegna del pane.

Ecco una delle golose tentazioni che al SIGEP (Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione Artigianali) di Rimini hanno attirato la mia attenzione per l'interpretazione del classico pane e cioccolato, pane e marmellata, pane e fichi... in una sorprendente versione GELATO. 
























Un conto però è la geniale idea dalla FABBRI, che avvalendosi del pane di PRINCI propone abbinamenti tradizionali e non, ben altra cosa è dover ricorrere a un preparato industriale per dare corpo a un gelato definito atigianale.

Ai miei occhi appare un percorso di produzione (pur legittimo) che "mette letteralmente i brividi", in quanto il sapore è ottenuto unicamente con l'ausilio di aromatizzanti!

Voi pensatela come vi pare, ma personalmente fatico ad accettare il senso di gusti che definisco di "plastica".




martedì 21 gennaio 2014

SICILIA ...dove ospitalità e bellezza sono una dolce passione di famiglia













































Ieri a Rimini, nel contesto della XXXV edizione di SIGEP ho avuto il piacere di fare la conoscenza della signora Angela Varisco, terza discendente di una storica famiglia di pasticceri siciliani.

Con grande competenza e passione mi ha raccontato dei tempi in cui sulle tavole in terra di Sicilia non c'era il pandoro, il panettone o il tronchetto ricoperto di cioccolato, bensì i dolci poveri di ingredienti ma ricchi del gusto dei prodotti tipici del territorio e da sempre tramandati con gli antichi riti isolani.

Ho scoperto così che la pasticceria SCANDALIATO, nel solco della tradizione è senza ombra di dubbio tra i luoghi più celebri dove gustare i dolci della città di Messina.

Tra le eccellenze dolciarie tramandate da nonno Carlo emerge la Pignolata, una dolce specialità originata ai tempi della dominazione spagnola (1516-1713) e che anticamente trovava nel carnevale l'occasione più appropriata per essere preparata nella sua caratteristica forma rettangolare con l'utilizzo di una duplice glassa in luogo del miele presente nella ricetta originale.

Una seducente esperienza sensoriale con l'inebriare profumo dello zucchero, del cioccolato, degli agrumi... che ha acceso in me la voglia di ritornare a viaggiare in quell'isola meravigliosa di nome SICILIA!


mercoledì 15 gennaio 2014

Dalla prosperità alla fame, senza circostanze attenuanti













































Terninati gli eccessi alimentari che caratterizzano abitualmente le festività natalizie e prima di proiettarci (non solo a chiacchiere) nei ritmi goliardici del carnevale, riprecipitiamo nell'ordinarietà con la lessatura della lattuga e di altri generi di verdura in foglia. 
    
Con l'approccio a una sorta di dieta medioevale, cito una antica ricetta censita da Stefano Scansani che col volume "IL MANGIARE CATTIVO" «guarda all'alimentazione dalla parte della ganascia, attraverso ottantuno mangiari dell'evo bruto».

La pratica della salàta còta (Lattuga cotta) era in uso quando questi ortaggi davano segni di sfinimento, di prossimo appassimento, e nell'orto ormai erano andati in sménsa, cioè quando avevano superato la soglia della commestibilità cruda. Spettava all'acqua bollente ridurre in una mezza poltiglia la salàta brutta di gusto e brutta alla vista. 

La lattuga cotta era una panacea per le donne in stato (interessante), perchè faceva latte. Il nome lactuca spiega tutto. In molti casi le verdure lessate venivano successivamente strizzate e lasciate passare nel burro agliato e cipollato.
 

Ne sanno qualcosa anche gli spinaci, la catalogna, le cime di luppolo i luartìss –, le erbette bianche o bietole o erbette. 

Ma qui siamo sul fine.













































 La roba:
 
Lattuga ormai morta. Acqua. Sale. Burro. Aglio o cipolla. 

Una pignatta, un tegame, una forchetta e un coltello.


La preparazione:

 
Lessate la lattuga (o altri ortaggi in foglia) buttandola nell'acqua salata in ebollizione. Testatela con la forchetta e, non appena è cotta, traetela a riva. Scolatela e strizzatela. Nel tegame soffriggere alcune tuniche di cipolla o un paio di spicchi d'aglio. 

Rimenare e rigirate.

Scrive l'autore: per sfatare alcuni luoghi comuni, si sappia che il perpetuarsi nei secoli del mangiare cattivo non corrisponde a miseria endemica e fame atavica nel senso della dannazione, ma dell'economia chiusa, sempre la stessa.


Il mangiar cattivo era connaturato a quel sistema.



















Stefano Scansani
IL MANGIARE CATTIVO
editoriale SOMETTI (1997)




Per l'ormai difficile reperibilità del volume, suggerisco di cercarlo con pazienza nei mercatini di piccolo antiquariato. 


A ben guardare, con una meticolosa ricerca la rete viene in aiuto e... chi interessato potrebbe cogliere al volo qualche interessante opportunità on line.







 

domenica 12 gennaio 2014

Indovina CHI?






ISTRUZIONI: Scrivere il nome di un politico e attendere l'effetto.























Da gioco da tavolo degli anni ottanta ad attuale formula per liberarsi, solo un pezzo alla volta, di una classe politica inattendibile per manifesta incapacità di gestione della cosa pubblica... nonchè espressione dell'ultima Repubblica dello Spreco.




































Forse non ci crederete, eppure funziona!








venerdì 10 gennaio 2014

Tutta italiana, la modalità di risveglio che fa scuola!


















































Voglio iniziare questa mattina con la bella comunicazione realizzata per Black & Blaze dall'agenzia pubblicitaria Inhalt&Form Werbeagentur BSW, Zurich ...e degustando, idealmente, la fondamentale differenza tra un caffè torrefatto con procedimenti industriali e il caffè prodotto in una piccola torrefazione Svizzera.

BUONA GIORNATA!

www.blackandblaze.com