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domenica 28 dicembre 2014

Vi spiego come fare la conoscenza di un vero grande artista


 




















Se siete in zona Castelnovo ne' Monti, e se non lo siete vi consiglio di andarci, non perdete l'occasione di visitare la mostra Paesaggi e memorie d'Appennino di Ugo Viappiani, pittore, incisore e calligrafo castelnovese.

È possibile, così come è accaduto a me, avere la fortuna di conoscere una persona straordinariamente speciale.

In particolare, di Viappiani mi ha colpito l'energia contemplativa che dai suoi occhi rimbalza e si fa segno d'artista per catturare anche l'anima di chi sa guardare con gioia ai suoi lavori.

Per tratteggiare il valore di questo artista AUTENTICO, faccio ricorso a un passaggio significativo del testo che Benedetto Valdesalici ha firmato come presentazione della mostra:



"Non sono io che riproduco in continuazione la Pietra, è lei che mi seduce: mi è sempre davanti ed è sempre diversa. 


Come posso sfuggire al suo fascino?  

È lì da molto tempo prima che noi ci fossimo e sarà ancora lì molto tempo dopo che noi non ci saremo più". 

Sono queste le parole dell'artista che ci svela la poetica della sua mostra: quella della Terra sapiens, della sacralità del paesaggio, della difesa dell'ecosistema e del selvatico; in buona sostanza l'idea di togliere all'uomo e al mercato la sua proterva e insopportabile centralità.

Non è un caso che non ci siano esseri umani nei Paesaggi e memorie d'Appennino di Ugo Viappiani anche se restano tracce di un loro gentile e lieve passaggio: le case, i campi coltivati, le strade nel bosco. [...]



Ugo Viappiani tra le sue opere


























Paesaggi e memorie d'Appennino
in mostra a Castelnovo ne' Monti presso il civico di via Roma 50/B
fino all'Epifania con il seguente orario: 10.00-12.00 e 15.00-19.00


Dato il periodo da regali, ecco rilasciato un salutare suggerimento di cui fare tesoro:

“Mi dedico all’arte per piacere e per rallentare la vecchiaia tenendo la testa impegnata in cose belle”

(Ugo Viappiani)


Neve da bosco Acquaforte di Ugo Viappiani











































APPLAUSI!






giovedì 2 gennaio 2014

L'Italia a stecchetto... scenari di situazioni che si ripetono


1956














































Dopo i gelati, che sono stati la fresca e dolce colonna sonora dei giovani della mia generazione, si sono fatte strada le "gelate" a cadenzare (aimè) un percorso col tempo sempre più irto di difficoltà. 
   
...Tra il 1959 ed il 1962 i salari degli operai dell’industria crescono, le esportazioni trainano la crescita, la condizione generale del Paese migliora a vista d’occhio, il benessere si diffonde e sembra inarrestabile. Ma non è così e la prima crisi congiunturale arriva tra il 1963 ed il 1964; il miracolo si ferma, il governo interviene sulla politica monetaria, l’industria non riesce più ad autofinanziarsi e ricorre al credito bancario, il Paese riparte, ma di meno e solo per un po’: il miracolo, di fatto, si ferma lì e non si ripeterà. ...
 
Nello sfogliare il catalogo della mostra "Il Cibo Immaginario 1950-1970 Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola" sono state proprio le immagini della reclame che corredano questo post, a rinfrescare il ricordo e a innescare considerazioni per associazione di idee.


Bellissima l'immagine della Motta, icona di lunghe estati spensierate in cui puntualmente si trovava refrigerio in un ricoperto (gelato fiordilatte ricoperto da uno strato di cioccolato) del costo di 30 lire.

  

1968










































Siamo nel 1968, la rivoluzione è di moda e la matita di Benito Jacovitti scrive Viva Moreno, el gelato revolusionario della Eldorado che costa solo 50 lire.

... Nell’Italia che si è fermata, tutti sono più attenti a quello che si spende, anche per mangiare, e prezzo e risparmio diventano elementi del tutto centrali della pubblicità dei prodotti. ...

Il senso del tempo trascorso... come un interminabile film in bianco e nero che continuiamo a vivere ininterrottamente da troppi anni.


1957, il tempo del gelato alla colonia alpina PADRE COCCHI. Sede estiva Garresio (CN)





























Chi volesse, ha tempo fino al 6 gennaio per esplorare il linguaggio espositivo de Il Cibo Immaginario. 

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, grazie alla ricerca di Marco Panella, un susseguirsi di materiali cartacei sopravvissuti e recuperati dalla dispersione, cercati e trovati nelle case e nelle cantine, nei mercatini del piccolo modernariato e sui siti di aste telematiche, materiale povero e al tempo stesso ricco di vita vissuta: riviste, dalle quali sono state tratte le inserzioni pubblicitarie, e poi depliant, cataloghi premio, agende per la casa, calendari, locandine, cartoline illustrate, fotografie, figurine e fumetti.

Il senso del tempo, sempre più uguale a se stesso.






mercoledì 9 maggio 2012

IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO













































 
Clet è un eclettico artista bretone che ha sposato l'Italia vivendo a Firenze da quasi vent’anni. 

La sua creatività è indirizzata verso una singolare forma di espressione urbana: l’arte di personalizzare i pannelli stradali. 


Gli omini neri, sui segnali, diventano energici protagonisti di una realtà ironica dai tratti leggermente romantici, che intercetta il quotidiano e gioca con alcuni tra i suoi simboli più conosciuti per trasformarli in inedite icone contemporanee.



Il loro messaggio non è sfuggito neanche alla Scuola dell'Infanzia del Bambino Gesù, nei cui locali da qualche mese è dedicato un piccolo omaggio all'artista.













































Proprio oggi, e fino al 23 maggio, una mostra dedicata a questo francese innamorato dell’Italia si inaugura al Centre de Culture Italienne di Parigi. Un’occasione per svelare una parte dei misteri che aleggiano intorno alla sua figura e rendere onore alla ricca gastronomia del nostro paese, presentata a mo di degustazione durante il vernissage.


IL SEGRETO DELL'OMINO IN NERO
10/23 maggio 2012

 
Centro Culturale Italiano dei Sacerdoti

4 rue Saint-Severin
75005 Parigi
T. 01 46 34 27 00 


mercoledì 25 aprile 2012

L'Isola di San Simeone



































L'Isola di San Simeone, una delle opere di Massimo Canuti esposte nella mostra VIAGGIATORE VIAGGIANTE, è l'invito per un viaggio particolarmente intrigante. Una mappa, che riporta con dovizia di particolari i mitici toponimi del territorio di Eridano, come essenza di un viaggio fantastico da intraprendere coraggiosamente a piedi come l'intraprendente Stefano Grasselli incamminato "Verso la montagna inquietante", a bordo del van vintage di Marco Arduini o a cavalcioni delle ali della fantasia... come l'Orinonauta di Lorenzo Criscuoli.

Verso la montagna inquietante © Stefano Grasselli


© Marco Arduini
Orinonauta © Lorenzo Criscuoli
























































































































L'Isola di San Simeone
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Simeone di Edessa, detto anche San Simeone Salos, cioè Stolto (Emesa, ... – Emesa, 550)

Nato da una famiglia agiata di Emesa, l’odierna Edessa, visse fino all’età di trent’anni insieme con la propria madre, che lasciò solo per compiere, insieme all’amico d’infanzia Giovanni, un pellegrinaggio a Gerusalemme in occasione della festa dell’Esaltazione della Croce. I due compagni dopo che sulla via del ritorno avevano visitato alcuni monasteri sul fiume Giordano, decisero di dedicarsi interamente alla vita monacale. In poco tempo furono consacrati monaci ma, essendo desiderio di Simeone dedicarsi interamente alla vita ascetica nel deserto, abbandonarono il monastero ove erano stati ordinati.
Dopo 29 anni vissuti in contemplazione nel deserto Simeone tornò solo nella propria città natale, ove condusse la vita di “Stolto in Cristo”, così come erano chiamati coloro i quali, fingendo pazzia e sottoponendosi ad ogni sorta di penitenza, credevano di avvicinarsi alle sofferenze patite da Gesù nel Calvario. Apparendo a tutti “in uno stato alterato” non salutava chi incontrava, scappando se qualcuno gli rivolgeva la parola nella convinzione che questi “volesse rubare la sua virtù”. A causa di tali comportamenti era spesso visto in cattiva luce dalla popolazione locale la quale, fuggendo Simeone dalla compagnia degli altri, non poteva sapere se e quando il monaco pregava Dio o digiunava, tanto più che questi non era avulso dall’introdursi furtivamente nelle locande per mangiare tutto ciò che gli si parava davanti. Vi era tuttavia una stretta cerchia di persone con la quale Simeone si mostrava sincero e affabile: tra questi vi era una serva la quale, rimasta incinta, incolpò Simeone del suo stato. Il santo non fece nulla per contraddirla, affermando anzi con le persone che incontrava che era successo proprio quanto si raccontava poiché “la carne era debole”.
Solamente quando giunse il parto e alcuni familiari della serva si rivolsero a lui perché vi erano complicanze e volevano che il monaco pregasse per la salute della partoriente che il santo rivelò che la donna non riusciva a sgravarsi solo e unicamente perché non aveva rivelato il nome del padre del nascituro.
Quando finalmente lo rivelò anche il bambino nacque. Si racconta che vi fu grande scandalo per Edessa quando il santo fu sorpreso ad introdursi negli alloggi di una prostituta.
Interrogata la donna rivelò che Simeone si era recato in casa sua per donarle da mangiare, essendo più di tre giorni che la stessa era rimasta malata e senza cibo, mostrando nel contempo i resti dei cibi che le erano stati portati. Leggenda vuole che poco prima di un terremoto il monaco iniziò a colpire con una frusta le colonne presenti nel foro gridando “Voi state; voi dovete saltare”. Alcuni testimoni presenti al fatto, conoscendo le virtù profetiche del santo, segnarono le colonne indicate le quali, dopo il terremoto, furono le uniche a rimanere erette.

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Locanda del Gatto Nero
Bugno della Margherita
Bugno di Flori
Spiaggia dei Mangiatori di Loto
Oasi di Bamba Issa




VIAGGIATORE VIAGGIANTE
Guastalla Palazzo Ducale
31 marzo / 29 aprile 2012








 


domenica 30 ottobre 2011

Tra la via Emilia e il West

































Inaugurata ieri pomeriggio a Correggio, la mostra fotografica di Paolo Simonazzi "Tra la via Emilia e il West" è un'occasione per sbalordire dinanzi a quei luoghi della provincia emiliana quasi "trattenuti per la coda" per essere fissati nella sua macchina fotografica prima di scomparire per sempre o trasformarsi in nuove realtà. Un "sogno americano" che a occhi aperti ripercorre le nostre strade e di slancio attraversa l'oceano con la fantasia.






















  









Tra la via Emilia e il West
29 ottobre 2011 - 8 gennaio 2012
Palazzo Principi
Correggio (RE)

Orari di mostra
Sabato 15.30 - 18.30
Domenica 10.00 - 12.30 e 15.30 - 18.30

Info
T 0522 691806
www.museoilcorreggio.org



































"[...] Tutte le strade portano a Roma. Non è così per la SS9, la Via Emilia, che è stata costruita per collegare Piacenza con Rimini. L'Emilia è una terra dove non è insolito vedere i ragazzi sui campi di base-ball, di basket, di foot-ball americano, una terra dove Rock, Blues, Jazz, Folk, hanno trovato humus per radicarsi e poi fondersi [...]"

                                                                                       Tiberio Artioli








sabato 30 aprile 2011

Una mostra per esorcizzare la paura dei mostri





 





























Domani 1°Maggio, rimane l'ultimo giorno utile per incontrare i mostri scaturiti dalla fantasia di Massimo Canuti, Lorenzo Criscuoli, Stefano Grasselli, Nero Levrini, Daniele Lunghini. 

Come fare? 


Semplice, basta seguire te tracce che portano alla sala espositiva San Francesco a Guastalla.











































B R I V I D I ! ! !


Cane mannaro _ Massimo Canuti
Orco _ Lorenzo Criscuoli
Grande lupoide spaziale _ Stefano Grasselli
KHARAK _ Nero Levrini




Sierra Leonessa _ Daniele Lunghini
















































































































































































AI MOSTRI TEMPI

Sabato 2 Aprile / Domenica 1 Maggio 2011
Sala Espositiva Chiesa San Francesco
Guastalla (RE)
Orari di apertura: Sabato e Domenica 9.00-12.00 / 16.00-19.00

mercoledì 4 agosto 2010



A Marina di Ravenna per Graziano Pompili
Itinerario di viaggio per una vacanza energizzante








Nessuna anticipazione per non svelare il piacere della scoperta...
solo un INVITO ad intraprendere il sentiero fra i campi


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lunedì 2 agosto 2010

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Ad Ancona per Milo Manara

Itinerario di viaggio per una vacanza energizzante













































Indubbiamente le vacanze offrono il necessario periodo per "staccare la spina" dalla routine quotidiana, ma possono allo stesso tempo favorire le condizioni necessarie ad attivare l'azione energizzante di "ricaricare le batterie" con idee, suggestioni ed occasioni d'incontro un pò fuori dall'ordinario.
Per quest'ultima funzione, suggerisco un viaggio nell'universo della settima arte del più noto illustratore e artista del fumetto italiano, Milo Manara, attraverso il suo rapporto privilegiato con l’amico Federico Fellini.

La mostra CineManara è visitabile gratuitamente fino dal 14 luglio al 15 agosto 2010 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona.


L’esposizione di circa 50 tavole originali centra lo sguardo sul rapporto di Manara con il cinema felliniano e si sofferma su "Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet" che, nato come un soggetto cinematografico (uno dei capolavori firmati da Manara e Fellini) è per Vincenzo Mollica "il film non realizzato più famoso del mondo".  


CineManara - Mole Vanvitelliana di Ancona, Sala Viani

dal martedì al sabato: dalle ore 17.00 alle ore 23.00
alla domenica: dalle ore 11.00 alle ore 13.00  e dalle ore 17.00 alle ore 23.00 



Ulteriori informazioni: www.milomanara.com




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venerdì 25 giugno 2010

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Tra la Via Emilia e il West
Mostra Fotografica di Paolo Simonazzi 











































METRONOM presenta una selezione di fotografie di Paolo Simonazzi.
La mostra, organizzata in collaborazione con il Comune di Modena, è realizzata in occasione del concerto di Francesco Guccini in programma il 30 giugno.
La serie di fotografie sarà esposta in parte presso Galleria Europa, in Piazza Grande e in parte negli spazi di METRONOM.

Tra la via Emilia e il West è anche il titolo del libro fotografico che raccoglie il lavoro di Simonazzi dedicato ad un'America di importazione, di sogni e di miti luccicanti che rivivono nella pianura attraversata dalla via Emilia.
Il mito americano ha cresciuto una generazione di cantanti, musicisti, artisti e di tanti sognatori che hanno percorso le strade della provincia immaginando i panorami della Route 66.

Simonazzi si concede il gusto di guardare alla fotografia di paesaggio di tanti maestri, americani
naturalmente, e di presentarci le versioni a volte casalinghe, rivisitate, un pò nostalgiche e malinconiche di tanti miti che hanno cresciuto le generazioni nate nel dopoguerra.
Le auto, le motociclette, i fast food, i distributori di benzina, i juke box e i flipper si mescolano alle scene e ai paesaggi emiliani: tigelle e crescentine al Drive In dall'insegna luminosa, le Harley Davidson luccicanti nei panorami nebbiosi, le insegne pubblicitarie che riprendono le targhe made in USA, le strade intitolate a Jack Kerouac di paesi di provincia, il mito di Elvis Presley in una rotonda sul mare.